Progetto Alta Quota: Sul tetto degli Appennini anche in ambiente innevato...un piccolo-grande sogno si avvera

9 Aprile 2017 - PROGETTO ALTA QUOTA : 2912M SUL TETTO DEGLI APPENNINI ANCHE IN AMBIENTE INNEVATO...UN PICCOLO GRANDE-SOGNO SI AVVERA con Silvio Orazzini e Francesca Granieri - Percorsi Km 11 per dislivello Salita 818m - Campo Imperatore 2130m, Deviazione Sentiero 101 2220m, Sella di Monte Aquila 2335m, Sella di Corno Grande 2421m, Il Sassone 2560m, Traverso per Bivacco Bafile, Canale Moriggia-Acitelli 2600m, Restringimento canale verso destra 2750m, Vetta Occidentale Gran Sasso D'Italia 2912m, discesa attacco Canale Bissolati 2850m, arrivo parte superiore Campo Pericoli 2500m, Sella di Monte Aquila 2335m, Campo Imperatore 2130m.
Letto da valenti alpinisti o professionisti della montagna il titolo di questo articolo potrà far sorridere e sono certo che addirittura echi di risate ancora si sentono nell’etere informatica dei social.
Purtroppo molto spesso queste figure tanto più importanti e brave di noi “ comuni mortali “ perdono di vista il sentimento profondo che ci accomuna.
Non tutti sono nati a “ pane e montagna “, non tutti sono nati e vissuti sulle valli a ridosso delle Cime, non tutti hanno le stesse capacità, anche genetiche, di adattamento alle difficoltà di salite più o meno alpinistiche.
Ma tutti, anche i più bravi, agli albori della loro esistenza ed esperienza di montagna hanno vissuto le sensazioni, le pulsazioni, l’entusiasmo, la volontà di crescere.
Pochi di questi, crescendo, mantengono questa purezza d’animo dimenticando che anche loro agli inizi del loro percorso di vita e di montagna vivevano di queste emozioni intrise di piccoli grandi sogni.
L’entusiasmo che traspare dal titolo di questo, come di altri articoli scritti anche da altre persone, rientra esattamente in questo discorso.
Non è la salita in se per se quello che deve rimanere, ma saper cogliere e vivere l’emozione che la persona vuole condividere con tutti quelli che vogliono ma soprattutto hanno la sensibilità di saper cogliere per viverla insieme in un unico comune denominatore rappresentato dalla montagna.
Non conta l’altezza della montagna, non conta dove è posizionata la montagna, non conta se era estate od inverno ma conta solo averla salita insieme nella spiritualità dell’emozione di aver realizzato un obiettivo tanto agognato ed ora raggiunto.
Era il 18 Agosto del 1993 quasi 24 anni addietro quando il mio Caro amico di una vita, già vero alpinista, mi disse “ Domani Francesco Ti porto in montagna con me a fare una cosa molto bella “.
Già l’anno prima avevo incominciato ad assaporare le bellezze paesaggistiche che la montagna sa offrire per cui non volli farmi sfuggire l’occasione di salire con Pietro Negri.
Non sapevo ancora nulla di vera montagna ma sapevo solo che la Cima più alta dell’Appennino si chiamava Gran Sasso D’Italia in Abruzzo vicino la Città de L’Aquila che fin dall’infanzia svettava dal Paese dei miei ascendenti che guarda caso era proprio nelle vicinanze.
Fu un impatto traumatico perché Pietro non mi fece salire per la via normale ma subito per la famosa Direttissima.
Non so dire se abbia fatto la cosa giusta perché un impatto del genere può portarti ad una doppia reazione anche opposta.
Da quel momento parte il mio viaggio Appenninico che mi portò a raggiungere la Cima Occidentale altre 3 volte: 5 anni dopo il 10 Agosto del 1998 per la Via normale, l’anno successivo il 12 Agosto del 1999 per la Via delle Creste, e addirittura da solo (stranamente non incontrai quasi nessuno) il 10 Settembre del 2006 di nuovo per la Via Normale.
Acquisendo esperienza non potevo completare l’opera di salire anche sul resto delle Cime che compongono il massiccio; per cui nel 2013 (8 Agosto) salivo per la Vetta Orientale peraltro da solo, e il 22 Agosto 2015 anche l’Alpinistica Vetta Centrale guarda caso sempre con Pietro Negri e non poteva essere diversamente.
Quindi mi mancava provare a salire sulla Cima in un contesto completamente differente…salirci in ambiente innevato con tutto quello che comporta.
Durante questi anni sono salito su vari canali d’inverno anche se non è il mio modo di salire consueto: dal Terminillo, al PNALM vicino al Monte Petroso, dall’Infornace per il Rionne al Monte Meta oppure sulla Majella sulle famose Rave ma anche creste ghiacciate non facili perché molto pendenti ed esposte ma di certo il Gran Sasso ha un ambiente molto più severo e maestoso.
Non sto qui a specificare le difficoltà tecniche o di percorso, che si trovano a iosa su internet, anche perché basta guardare le mie foto con le didascalie inserite per viverle insieme mentre ritengo molto più utile dare qualche piccolissima notizia storica.
I canali ascesi e discesi per la Vetta Occidentale del Gran Sasso D’Italia hanno la denominazione data da 3 grandi figure alpinistiche del passato di cui ho il piacere di farVi leggere solo pochissime frammentate ma spero interessanti notizie affinché i miei lettori possano trarne delle informazioni comunque storiche di una Italia veramente diversa se non addirittura opposta rispetto a quello che viviamo oggigiorno.
Giovanni Acitelli, originario di Assergi, fu una delle prime guide del Gran Sasso.
Realizzò la salita che abbiamo fatto il 6 Marzo del 1911.
Passò tutta la sua vita su questo massiccio realizzando la conquista di tutte le cime sia in estate che in inverno.
Gli scritti che si hanno su di Lui sono le lettere che inviava ogni tanto alla sezione di Roma per indicare lo stato del Rifugio Garibaldi.
I primi documenti che attestano la sua attività di guida risalgono al 31 dicembre 1878 quando condusse tre alpinisti di Roma infatti il suo nome è presente come guida nella primissima edizione del Gran Sasso d’Italia datata 1888 di Enrico Abbate.
Era stato stabilito infatti un Tariffario che, letto oggi, colpisce molto.
Qui sotto solo una piccola parte delle tariffe.
Da Assergi o da Pietracamela o da Isola del Gran Sasso al Rifugio e ritorno : d’estate, in un giorno L. 5 - in due giorni L. 7 - d’inverno in un giorno “ 7 - in due giorni L. 10
Da Assergi o da Pietracamela o Isola del Gran Sasso a Monte Corno e ritorno (con pernottamento al Rifugio)
d'estate L. 10 - d'inverno L. 16
Da Assergi o da Pietracamela o Isola del Gran Sasso a Pizzo Cefalone e ritorno
d'estate, in un giorno L. 6 - in due giorni L. 8
d'inverno, in un giorno “ 8 - in due giorni “ 12
Da Assergi o da Pietracamela o Isola del Gran Sasso a Pizzo d'Intermesole e ritorno
d'estate, in un giorno L. 6 - in due giorni L 8
d'inverno, in un giorno “ 8 - in due giorni “ 12
Per ogni giornata in più che occorresse impiegare si corrisponderanno alla guida L. 4 d'estate, L.6 d'inverno. La stagione invernale si intende durare dal 1° novembre a tutto maggio; la estiva dal 1° giugno a tutto ottobre.
I muli costano in generale L. 5 al giorno, compresa la persona che li guida.
Morì nel gennaio 1929 e venne così ricordato nel Bollettino della Sezione CAI di L'Aquila del febbraio 1929:
Verso la fine di settembre dell’anno 1928 lo abbiamo ancora incontrato al Rifugio Duca degli Abruzzi (m.2300) questo vecchio gagliardo e robusto che, affezionato e legato al suo Gran Sasso da vincoli indissolubili, non riteneva essere giunto il momento per concedersi un ben meritato riposo.
Aveva cominciato da bambino a conoscere ed amare la montagna e, per una serie lunghissima ininterrotta di anni, ne aveva percorso tutti i sentieri, ascese tutte le rocce, conosciute tutte le vie aspre.
A 73 anni, dopo che in circa 60 anni aveva compiuto almeno 2000 ascensioni alle varie vette del Gran Sasso, ancora seguitava a fare la guida ed era in grado di dare dei punti a moltissimi. La bufera invernale lo ha schiantato di colpo ed egli è spirato nel suo letto di Assergi e la sua salma dorme ora nel piccolo cimitero vegliato dal Gran Sasso imponente.
Alla memoria di questo apostolo della montagna, di questa guida che ha formato varie generazioni di alpinisti, che ha aperto numerose vie nuove nel Gruppo, che ha saputo guidare le innumerevoli cordate e comitive in modo così magistrale che sotto la sua direzione nessun incidente si è mai verificato, va il mesto e riconoscente pensiero degli alpinisti di tutta Italia e particolarmente quello delle sezioni di Aquila e di Roma che più frequentemente lo seguirono o l’incontrarono nella diurna lotta per la montagna.
Ai funerali svoltisi ad Assergi domenica 27 intervenne una rappresentanza della nostra sezione; il nostro Consigliere Colonnello Moscardi pronunciò commosse parole di saluto, anche a nome della sezione del C.A.I. di Roma.
Bollettino Mensile del 1 Febbraio 1929
Di Moriggia sono riuscito a sapere che, fra le varie ascese, fu colui che insieme a Giuseppe Munalli di Lisciano di Rieti (prima Guida del Terminillo) nel 1906 in cordata realizzarono la prima via alpinistica sulla montagna, avendo aperto una via che sale una costola della Cresta Sassetelli fino all’omonima vetta.
Leonida Bissolati nato Leonida Bergamaschi (Cremona, 20 febbraio 1857 – Roma, 6 maggio 1920), è stato un politico italiano, uno dei fondatori del Partito Socialista Riformista Italiano.
L’aspetto che ha caratterizzato la sua figura è che, oltre ad essere una figura molto importante a livello politico per l’epoca, aveva la grande passione per l’alpinismo tanto che addirittura il CAI di Cremona gli dedicò un Rifugio in Val di Sclave che avvenne nell’estate del 1922.
Queste le parole dedicate: “ Bissolati fu un appassionato e strenuo alpinista e la sua vita fu una continua ascensione verso più nobili e più larghi orizzonti…ai giovani che frequenteranno il piccolo ricovero esso ricorderà la gentilezza d’animo e l’adamantina dirittura del carattere di questo grande italiano che, socialista di fede, come Cesare Battisti, seppe comprendere e dimostrare al momento opportuno, che senza essere buoni patrioti non si può essere nemmeno buoni socialisti “.
La cerimonia di inaugurazione è molto eloquente del cambiamento che era occorso all’identità del sodalizio del CAI in quell’epoca.
Il CAI accogliendo all’interno esponenti del socialismo riformista e del liberalismo democratico in un cenacolo che nella passione per l’alpinismo accomunava individui di diverse inclinazioni ideali e politiche stava modificando la pluralità di posizioni che c’erano state fino ad allora.
Non mi rimane che ringraziare Silvio Orazzini e Francesca Granieri dello Staff di Alta Quota di Roma che mi hanno supportato moralmente durante la salita e la discesa per realizzare un sogno….il mio piccolo grande sogno.