19 agosto 2026

Nel giorno dell'anniversario dai 453 anni della conquista del Gran Sasso d'Italia dentro al cuore della Valle dell'Inferno

Nel giorno dell'anniversario dai 453 anni della conquista del Gran Sasso d'Italia dentro al cuore della Valle dell'Inferno

19 AGOSTO 2026 – NEL GIORNO DELL'ANNIVERSARIO DAI 453 ANNI DELLA CONQUISTA DEL GRAN SASSO D'ITALIA DENTRO AL CUORE DELLA VALLE DELL'INFERNO – Percorsi Km 10 per D+ 630metri – GAEE Guida Ambientale Esc. Esp. - C.D. CAI Isernia – C.D. Club 2000m – AEV FederTrek - Fondatore REBELTREK – DdE CAI Isernia – Istruttore Trekking CSEN/CONI - Doveunsognoéancoralibero…alla scoperta delle Anime d’Appennino -

Finalmente il ritorno in motagna con il grande alpinista Aquilano PAOLO BOCCABELLA.

Solo lui poteva ideare una ascesa di questo tipo per ricordare una data che fa parte della storia della montagna Italiana.

Infatti la prima ascensione documentata del Corno Grande sul Gran Sasso fu compiuta il 19 agosto 1573 dall'ingegnere militare, alpinista e speleologo bolognese Francesco De Marchi.

Il protagonista, al seguito di Margherita d'Austria, nonostante i suoi 69 anni scalò la montagna spinto da pura curiosità scientifica e personale, lasciando una dettagliata relazione scritta dell'avventura considerata un reperto antesignano del proto-alpinismo europeo.

Questa scalata precede di oltre due secoli la celebre conquista del Monte Bianco.

I Compagni di viaggio furono Diomede dell'Aquila e il milanese Cesare Schiafinato.

Mentre le Guide Locali si trovarono in tre cacciatori di camosci di Assergi — Francesco Di Domenico, Simone e Giovanpietro Di Giulio — che conoscevano la montagna e aprirono la via.

La Valle dell'Inferno è un severo e selvaggio vallone glaciale situato sul versante orientale del Corno Grande, direttamente sotto la base del celebre e maestoso Paretone del Gran Sasso.

Nessuna foto potrà mai rendere questo ambiente d'alta quota di straordinaria bellezza.

Ci siamo trovati circondati da ghiaioni, rocce verticali con una vista ravvicinata e impressionante delle imponenti pieghe rocciose alternate da terreni impervi, ripidità e quella natura severa e isolata di questo particolare contesto montano.

Ma quello che più rimarrà nella mia mente sono stati i giganteschi nevai ancora presenti che hanno formato cavità nascoste dalla quale partono i rivoli di acqua che hanno formato più a valle torrenti e cascate sempre più ampie fino alla famosa cascata della Valle dell'Inferno.

Incontrare Anime d'Appennino in questa situazione era impossibile come è stato non semplice vivere tale ascesa resa possibile solo grazie alla sapiente guida di colui che ricordo ha scritto il libro più unico dedicato a questo settore morfologico.

Chi ama la montagna non può non avere nella propria biblioteca

https://www.icorridoridelcielo.it/gli-ultimi-misteri-del-gran-sasso/

TERZO TEMPO in quel del locale della Camardella per ricordare le varie uscite tecnicamente importanti che PAOLO mi ha donato in questi quasi 10 anni di vita legatI alle vette e ai tesori nascosti del Gran Sasso.

GRAZIE PAOLC !!!

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