Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 21 Febbraio 2010 00:00

Pizzo Deta

Il Pizzo Deta, alto 2041 metri, è la seconda cima più elevata della catena dei monti Ernici. Sulla sua cima passa il confine tra l'Abruzzo e il Lazio.
Il versante nord si presenta con un ripido pendio digradante sulla sottostante Valle Roveto, caratterizzato proprio sotto la cima da un antico circo glaciale che dà inizio al vallone di Peschiomacello, sopra San Vincenzo Valle Roveto.
Il versante a ovest invece è legato tramite una cresta al monte Pratillo (2007 metri) e successivamente al monte del Passeggio (2064 metri), la vetta più elevata degli Ernici.
Al di sotto di queste cime si trova il vallone del Rio che si apre oltre Rendinara, paese situato sul versante montuoso occidentale della Valle Roveto.
Il versante a sud digrada fino ai 1100 metri di Prato di Campoli.
Il lato ad est si congiunge tramite il ripido e ampio vallone dell'Olmo alla sottostante Valle Roveto.
Questa cima è caratterizzata da un profilo aguzzo e roccioso su tre quarti dei lati, di forma vagamente piramidale, escluso il versante meridionale, che digrada con un pendio ripido e uniforme.

Pizzo Deta da Prato di Campoli
Tipo percorso: andata- ritorno (possibili anelli)
Percorso: Prato di Campoli - Monte Pratillo - Pizzo Deta
Lunghezza: 11 chilometri
Dislivello: 900m
Tempo percorrenza: 5 ore
Cartina: Gruppo dei Monti Ernici, Ed. Il Lupo, scala 1:25.000 (sentieri 617 -619 -618).

L'Ascesa è gradevole e di media portata. Sono 900 metri di dislivello dal parcheggio di Prato di Campoli (1143m).
Il sentiero è di circa 5,5 chilometri all'andata.
Partendo dal parcheggio si seguono i paletti infissi sul prato e che tendono verso sinistra fino a raggiungere il bosco dove è segnato sugli alberi e, un po' più avanti, anche su rocce affioranti dal terreno.

Si costeggia sulla sinistra un vallone che si attraversa salendo poi sul pendio opposto per prati, bosco, prati e ancora bosco fino a giungere al limitare superiore degli alberi.
Qui il sentiero, rifatto alcuni anni fa, si sviluppa tra bossi e arbusti bassi. Occorre fare molta attenzione a trovare i segni, a volte nascosti dalla vegetazione rigogliosa, puntando verso una roccia al centro del pendio, da cui si sale a sinistra fino a raggiungere la cresta che unisce il Pizzo Deta (a destra) con il Monte Passeggio (a sinistra).

Giunti in cresta si prende verso destra e con una piccola variante di può raggiungere la cima del Monte Pratillo (2007m), oppure restando bassi si raggiunge la sella che porta alla cima del Pizzo Deta in poche centinaia di metri.

Il panorama dalla vetta spazia sul Velino, Sirente, Mainarde e Viglio.

Per tornare ci sono più alternative. Si può scendere direttamente a Prato di Campoli oppure seguire la cresta a est sul sentiero 619 fino a Vado della Rocca e poi prendere a sinistra per tornare a prato di Campoli pe ril sentiero 618.

Si può infine riperrore il sentiero dell'andata fino alla sella sulla cresta e salire sul Monte Passeggio (2064) seguendo la cresta.

Dal Monte Passeggio si può tornare per il sentiero fatto in salita, oppure seguire la cresta sud passando per la cima del Monte Fragara (2005m) percorendo il sentiero 61 e tornando alcune centinaia di metri più a valle del parcheggio dove si è lasciata la macchina.

Un altra variante è scendere lungo la cresta nord-ovest verso il Monte Brecciaro e prendere verso sud lungo il fosso del Brecciaro e poi il vallone della Femmmina Morta. Quando si incrocia una strada sterrata seguirla fino al passo della cacata del lupo e da qui tornare sulla strada asfaltata ancora un po' più a valle (meno di un chilometro) dal percheggio.

Letto 1894 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Novembre 2016 21:27
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