Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Giovedì, 22 Giugno 2023 00:00

E fu Pizzo D'Uccello dalla cresta di Capradossa: 3° giorno con il Comandante Adriano Formichini e Chiara...mente Walkers alias Aurelio Mo per la grande traversata dal Rifugio Donegani a Resceto

22 Giugno 2023: E FU PIZZO D’UCCELLO DALLA CRESTA DI CAPRADOSSA: 3° GIORNO CON IL COMANDANTE ING. ADRIANO FORMICHINI E CHIARA...MENTE WALKERS ALIAS AURELIO MO PER LA GRANDE TRAVERSATA DAL RIFUGIO DONEGANI A RESCETO – Percorsi Km 16 con D+ 1220m D- 1830m - #Doveunsognoèancoralibero AEV FederTrek – www.EsplorandoX.it www.Club2000m.it – Oltre 10 ore di ascesa al passo del Comandante Formichini (che sono 12 per i comuni mortali) per un’altra traversata infinita, soprattutto al ritorno, visto che siamo ritornati al Paese di Resceto a quota 500 metri.

Lasciamo il Rifugio Donegani tutto per noi situato a 1150 metri in Val Serenaia proprio di fronte al Monte Pisanino sulla strada che porta alle cave per salire su una delle montagne più imponenti e spettacolari sia delle Apuane che di tutto l’Appennino Italiano.

Il Pizzo d’Uccello appare come un’elegante, altissima e slanciata piramide, dai fianchi particolarmente ripidi.

Pur essendo affiancato da cime più alte (il Monte Pisanino e il Monte Grondìlice in particolare), esso spicca particolarmente, sia per la sua forma, sia per la sua impressionante parete nord che è la più alta delle Apuane.

Uno spaventoso muro perfettamente verticale alto circa 900 metri.

La parete è delimitata dalle due creste principali del Pizzo: a Nord la Cresta della Capradossa che abbiamo scalato oggi, a Ovest la Cresta di Nattapiana.

Anche gli altri lati della montagna sono impervi e inaccessibil.

Fa eccezione lo sperone sud-est, affacciato sul valico della Foce del Giovetto, e composto da roccette, cenge erbose e paretine.

Su questo versante sale la “via normale”, un percorso di alpinismo non eccessivo e non particolarmente esposto.

Molti pensano che il nome derivi dalla presenza di corvi o dell’aquila reale in passato.

Probabilmente visto da nord o dalla Lunigiana il Pizzo sembra un enorme uccello puntato verso il cielo, con le creste della Capradossa e di Nattapiana che ne sono le gigantesche ali.

L’idea di partenza era quella di attaccarlo dalla via classica ma si presenta l’occasione di partire dalla impegnativa Cresta di Capradossa sino al Ripiano di Capradossa, che ha presentato vedute mozzafiato sulla Nord del Pizzo d'Uccello.

Questo itinerario è da considerarsi assolutamente alpinistico (molto più del Pisanino fatto il giorno precedente) per lunghissimi tratti esposti e traversi con piccole gengie da arrampicare fra il 1° e il 2 ° grado senza possibilità di errore.

Ringrazio Adriano e Aurelio perché questa ascesa può essere realizzata solo con persone con tanta esperienza e che infondono sicurezza oltre che con attrezzature alpinistiche da portare all’occorenza.

Adriano sembrava vivere nel suo parco giochi.

La mano tesa a farmi i complimenti arrivati sotto al Torrione sapendo che la parte più pericolosa era passata nonostante ancora si dovesse salire sul vero percorso della via " normale " per la vetta.

Il vento impedisce di mettere il cavalletto ma con un selfie riusciamo ad immortalare l’arrivo.

Da qui comincia l’infinita discesa che ci porterà prima al Rifugio Orto di Donna e poi fino al Passo della Focolaccia con il durissimo sentiero in discesa che si ricollegherà alla Via Vandelli.

Non si fa in tempo a bere alla fontanella di Resceto che si riprende la macchina per cambiare completamente versante e dirigersi verso i verdissimi bastioni apuani di Monte Fiocca e Monte Macina con Passo Sella sopra il Paese di ARNI e il suo Rifugio Adelmo Puliti.

Rifugio essenziale con una visuale incredibile gestito dall’imprenditore sognatore e documentarista ALESSANDRO ACITO e il suo RUGBIO https://www.rugbio.it/chi-siamo/

La stanchezza accumulata si comincia a far sentire per cui il giorno dopo si decide di compiere un itinerario più breve in considerazione del TERZO TEMPO finale di festeggiamenti e del lungo viaggio notturno.

Le uscite di questi ultimi 2 giorni posso considerarle molto più impegnative, alpinisticamente parlando, di quasi tutte quelle che ho fatto sul Gran Sasso D’Italia ora capisco perché Adriano mi aveva detto che bastavano 4 giorni rispetto ai 5 preventivati.

Durante queste salite l’animo umano non ha più niente da nascondere. Sei Te contro Te stesso, contro le Tue paure, il Tuo equilibrio si deve unire e uniformare a quello dei Tuoi compagni di cordata per tornare vincitore.

GRAZIE ADRIANO e AURELIO !!!

ITINERARIO: Rifugio Donegani 1150m, Foce di Siggioli 1397m, Altare 1520m, Picco di Capradossa 1584m, Torrione di Capradossa 1600m, Pizzo D’Uccello 1783m, Foce del Giovetto 1507m, Foce di Giovo 1500m, Rifugio Orto di Donna 1493m, Bivacco K2 1500m, Foce di Cardeto 1642m, Passo della Focolaccia 1642m, Bivacco Aronte, Case Pincello, Cava del Padulello, Casa Verde, Lizza Magnani, Via Vandelli, Resceto.

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