Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 27 Febbraio 2022 00:00

In memoria di Daniele Nardi con l'inarrestabile Paolo Leonoro alias il C.A.I. di Latina per il grande anello del Semprevisa sui Monti Lepini

 

27 Febbraio 2022 – IN MEMORIA DI DANIELE NARDI CON L’INARRESTABILE PAOLO LEONORO ALIAS IL C.A.I. LATINA PER IL GRANDE ANELLO DELLA LUNGA CRESTA DEL SEMPREVISA SUI MONTI LEPINI – Percorsi Km 22 per D+ 1435m - #doveunsognoèancoralibero www.EsplorandoX.it www.Club2000m.it www.Club1900m.it – Mancavo sul Semprevisa da 6 anni ma non ero mai partito dal versante opposto cioè quello vicino alla costa. Aspettavo quindi il momento migliore rappresentato dalla magica coltre bianca che rende ancora più particolare salire sulla più alta montagna che guarda il Mar Tirreno. Considerando il maltempo e il vento che avrebbe reso difficile organizzare una ascesa in quota su tutti i settori montuosi dell’Appennino Centrale ecco il momento giusto per tornare sui Monti Lepini soprattutto con una nuova ANIMA D’APPENNINO: PAOLO LEONORO. Già da tempo ero in contatto con colui che ha già raggiunto 250 Cime OVER 2000M dell’Appennino. Già A.E./A.E.I. della Sezione di Latina del Club Alpino Italiano Paolo è di SEZZE. L’uscita combacia con la triste ricorrenza dei 3 anni, dalla scomparsa sul Nanga Parbat, di DANIELE NARDI proprio di SEZZE uno dei pochi alpinisti, nati al di sotto del PO, a raggiungere la fama a livello Internazionale. Sembra quasi che i Monti Lepini, breve catena dell’Anti-Appennino Laziale, fra le provincie di Latina e Roma con una piccola estensione nella Provincia di Frosinone, siano capaci di creare e allenare grandissimi montanari. PAOLO come DANIELE erano soliti salire di corsa fino alla Cima del Monte Semprevisa sulla pietra calcarea che caratterizza i Monti Lepini. Infatti non è un caso che la derivazione in latino sia LAPIS (da qui Monti Lepini). Di certo tecnicamente non si può fare un paragone fra DANIELE, che ha scalato cinque dei 14 Ottomila, con PAOLO. Tuttavia si può dire che l’aria che si respira in questo paese probabilmente permette, per chi è geneticamente predisposto, a includere la montagna come elemento fondamentale della propria esistenza. Nel suo piccolo PAOLO si è tolto grandissime soddisfazioni come salire, nel 1988, sul Monte Bianco. In periodi dove gli scarponi da alpinismo erano di plastica (a volte spaccandosi mentre meno te lo aspettavi) con i mutandoni di lana e la tuta da ginnastica. Epoche dove si partiva senza la possibilità di avere previsioni del tempo attendibili. Si sognavano le cime da raggiungere prendendo spunto dalle sole riviste come AIRONE o addirittura da articoli tratti da DIANA (unici giornali che permettevano, con le foto, di calarti in determinate realtà della natura). Ma tantissimi sono stati i racconti incredibili delle avventure che PAOLO ha vissuto in quasi 50 anni di montagna. Si può sicuramente definire un antesignano dell’Appenninismo. Ecco perché, contrariamente ad altri montanari di un tempo, ha compreso il vero significato dell’Albo delle Cime del Club 2000m. Sicuramente il suo carattere positivamente competitivo ha influito nella ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere per completare la sua profonda esperienza sui monti fatta a tutti i livelli. Già decine di anni addietro per lui non era un problema dormire di notte sotto Cima Lepri per realizzare quei concatenamenti con ritorno in autostop. Di certo la grande passione anche per la fotografia lo ha aiutato nella ricerca di immagini esclusive che la sua collezione di diapositive dimostra già nei primi Anni 80. Il fatto di non aver mai avuto nessun tipo di problema in decenni e decenni di attività dimostra che PAOLO ha sempre cercato di non oltrepassare mai quella soglia che è il limite delle proprie possibilità. Il suo spirito libero lo caratterizza per aver sempre cercato percorsi che non erano solo sui sentieri. Da qui la sua ritrosia e non ricercata appartenenza ad esclusivi circoli che fanno delle regole sulle montagne il credo assoluto. Eccolo perché spesso in solitaria con i suoi tempi e i suoi modi di apprezzare il tempo libero. Tanti anni di sacrifici come pendolare, a causa del lavoro, da Roma a Sezze. Poi 20 anni a Norma non hanno mai fermato questa grande passione che ancor oggi a 67 anni lo vede macinare km e km in montagna con una forza straordinaria da far invidia ai più forti atleti di oggi. L’aspetto quasi burbero, che può captarsi dalle foto, in realtà nasconde una bontà d’animo che tuttavia non accetta compromessi. Il suo allenamento quotidiano è rappresentato inoltre da un ettaro di terra che, da solo, cura per non rimanere mai indietro su quello che è il suo credo. Attualmente Presidente del T.A.M. nella sezione del C.A.I. Latina (che fece il primo corso di Arrampicata proprio a Daniele Nardi) da quasi 40 anni ci ha arricchito con nozioni di flora e di fauna durante i passi di questa faticosa ascesa durata 11 ore. Tutto ricompensato da momenti unici come il tramonto al ritorno sulla parte terminale della cresta. L’emozione di calpestare la soffice neve mentre il sole si rispecchiava sul mare illuminando dal Monte Circeo fino al golfo di Anzio e Nettuno. Per non parlare della nevicata che si alternava con fiocchi bianchi che sembravano grandi batuffoli di cotone solo per noi. Ma in fondo questo avevo cercato e voluto nello studiare un itinerario che potesse rispecchiare tale situazione anche nella tempistica oltre che con la presenza di 2 speciali compagni di avventura. DENIS ASCI “ Personal Trainer “ infinitamente assetato di questo ambiente e VASILICA che ancora una volta ha dimostrato di essere una ragazza forgiata dalle esperienze più dure. Un anello allungato grazie alle conoscenze di Paolo che ci ha condotto inizialmente al Monte Belvedere così da ammirare anche NORMA e zone limitrofe fino al punto opposto con il famoso Abisso Consolini (grotta originata dal carsismo) ed il Monte Pizzone che vede gli Aurunci odierni imbiancati. TERZO TEMPO veloce ma meritato in quel di Bassiano dove, come sempre, l’impegno e la generosità di DENIS ci lascia senza parole anche se avevamo preso le forze con le paste mangiate sulla cima portate da Paolo appositamente da Sezze. L’attigua immensa Croce del Capreo sembra ergersi in difesa di questi bastioni rocciosi che ammirano da sempre PAOLO solcarli in largo e lungo. Proprio quel ragazzo che, raccogliendo il pettirosso ucciso da un proiettile, comprese il suo vero percorso di vita e di montagna. GRAZIE PAOLO, magnifico interprete dei Monti Lepini, per avermi aperto il Cuore !!! Bassiano 585m, Le Cornetta 650m, Monte Calovella 775m, Rapina 1050m, Monte Belvedere 1255m, Monte Ardicara 1440m, Lapide in ricordo di Daniele Nardi 1385m, Schiazza di Paolone 1355m, Monte Semprevisa 1536m, Monte La Croce 1427m, Abisso Consolini 1360m, Monte Erdigheta 1336m, Monte Pizzone 1313m, ritorno stessa via fino alla sella fra Ardicara e Semprevisa, a scendere Sentiero 10 Daniele Nardi, Camporosello 1200m, Rifugio Liberamonte 1060m, Fonte Sant’Angelo 950m, Bassiano 585m.

 

Letto 975 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Marzo 2022 17:47

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