Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Martedì, 06 Aprile 2021 00:00

Alla scoperta del Fosso della Murata di Cansatessa de L'Aquila

6 APRILE 2021 – SOTTO LA PIOGGIA ALLA SCOPERTA DEL FOSSO DELLA MURATA DI CANSATESSA DE L’AQUILA – Percorsi KM 6.5 per D+ 200 - #doveunsognoèancoralibero - www.EsplorandoX.it www.Club2000m.it www.CaiAvezzano.it – Continuano le esplorazioni per le zone del mio Paese. La prevista pioggia arriva molto prima cosa che ci impedisce di realizzare un anello più grande omnicomprensivo di Croce Cozza. Ma oggi l’obiettivo principale era la scoperta di questo particolare luogo nascosto e quasi leggendario che il Grande FRANCO CONTENTO aveva ulteriormente bonificato con delle funi ed una scaletta nei punti più pericolosi e impervi. Anche GIUSEPPE SETTE da tempo si era sacrificato alla pulizia di questo luogo difficilmente raggiungibile. Non poteva mancare il Professore di Storia dell’Arte GIUSEPPE D’ANNUNZIO che lo voleva approfondire di nuovo anche da un punto di vista storiografico oltre che naturalistico. Partendo da Cansatessa e dietro San Vittorino esiste questa gola erosa nei secoli dalle acque che scorrono dai monti sovrastanti. Chiamato Fosso della Murata ma anche Fosso del Diavolo per l’incredibile esistenza di enormi mura ciclopiche poligonali posizionate quasi come briglie per indirizzare la potenza delle piene del passato ma si può anche pensare a resti di costruzioni di antichi templi del passato. Si parte dal Casale del Barone (Quota 688m) per proseguire sulla destra alla ricerca dell’alveo del letto del fiume. Si passa in arrampicata un piccolo muretto e si entra nel letto del fiume. Per oltre 2 Km fra un salto di roccia ed un altro, vegetazione verdissima, alberi intrecciati caduti nel tempo, pareti molto alte di breccia e poi di roccia calcarea ci si destreggia molto lentamente tanto da metterci più di 2 ore. La scaletta realizzata da FRANCO CONTENTO (a quota 752m per facilitare il punto più difficile di salita) si è ritenuto di doverla togliere per evitare di invitare persone molto meno pratiche a percorrere questo sentiero non più con l’occhio dell’esploratore esperto ma del turista occasionale. Le mura poligonali che si riescono ad ammirare in alto sono di epoca romana repubblicana e italica a seconda del posizionamento. Fra una liana e l’altra si esce dal Fosso per raggiungere la Fonte del Salice e poi i Ruderi di San Severo a quota 891m. Quello che resta di questa antica Abbazia era il complesso monastico conosciuto anche come la Grancia Farfense dedicata a Severo o Severino. Ancora è possibile intravedere in alto una piccola rimanenza pittorica con stemma Papale. Ossa, forse addirittura umane, dei resti dei monaci defunti si possono scorgere in quella che poteva essere una cripta nascosta di lato sotto alla Chiesa. La pioggia inizia ad imperversare e la nebbia scende dalle Cime dei Monti sopra questa valle è ora quindi di tornare indietro per chiudere l’anello passando per la sella dove sembra che in passato c’erano i resti di una costruzione di adorazione della Madonna fino al punto di partenza passando quindi di lato e sopra il Fosso. Voglio ringraziare l’arricchimento culturale che mi hanno donato oggi questi 2 grandi conoscitori delle artistiche e bucoliche bellezze Aquilane oltre al baccanale TERZO TEMPO nella oramai nostra speciale VILLA CHEOPE.

 

Letto 754 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Aprile 2021 16:07
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