Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 21 Maggio 2017 00:00

Con Giorgio GIUA e Ric PORRETTA per il grande anello di Monte Ortara

21 MAGGIO 2017 - ERNICI: IL GRANDE ANELLO DI MONTE ORTARA DA TRISULTI - Percorsi Km 18.3 per 1430m dislivello salita - Abbazia di Trisulti (830m), Vado di Porca (1050m), Rifugio Fosso del Cavallo (1200m), Fosso del Rassico (1275m), Sella del Monte Peccia (1500m), Monte Rotondo (1811m), Sella di Monte Rotondo (1720m), Cima di Monte Ortara (1908m), Iubero dell'Ortara (1840m), Vado dell'Ortara (1795m), Sella Faito (1665m), Valle della Barca (1550m), Cresta Sud-Est del Monte Rotonaria, Vado di Porca (1050m), Trisulti (830m). Grazie a Riccardo Ric Porretta e Giorgio Giua e a tutto il CAI di Alatri con il Presidente Silvio Campoli.

Il tempo del fine settimana non presagiva nulla di buono soprattutto sulle altissime quote Appenniniche (che in questo periodo della vita di montagna mi vedono molto impegnato con ascese di una certa importanza da un punto di vista tecnico) motivo per cui ci si deve abbassare un pochino di quota e soprattutto scegliere il settore morfologico, in teoria migliore, per non prendersi un bel temporale oppure stare tutto il giorno sotto l’acqua se non addirittura rinunciare.

Quale occasione migliore se non rivivere gli Ernici sotto i 2000m, ma sempre belli, peraltro da salire sul versante opposto rispetto a quello già vissuto in passato.

Avevo scoperto il Monte Ortara grazie al grandioso giro delle 10 Cime degli Ernici organizzato da Claudio CECILIA di Anagni il 28 Maggio 2016 di cui allego nelle foto il percorso, un articolo di giornale uscito e la foto della Cima dell’Ortara raggiunta in quella occasione.

Questa volta però si saliva dalla famosa Abbazia di Trisulti, che non avevo mai raggiunto, con la conduzione di 2 grandi montanari molto famosi nel nostro ambiente.

Il Grandissimo Appenninista Giorgio GIUA (soprattutto sci-alpinista) che ha realizzato nel suo lunghissimo percorso montano talmente tante ascese alpinistiche ed escursionistiche fra Appennini, Alpi, Dolomiti e all’estero che non basterebbe una vita per raccontarle tutte.

Di quegli uomini della  " vecchia "  generazione che non amano apparire e che sono diventati Social solo ora, loro malgrado,  per rimanere in contatto con gli amici più spesso condividendo le reciproche esperienze.

Per me Giorgio GIUA è sempre stato un MITO !!!

Mi ricordo anni fa durante le prime cene organizzate dal Club 2000m oppure dal CAI di Roma: tentavo di tutto per cercare di stare al suo fianco (non riuscendoci mai) affichè mi potesse raccontare tutte le sue incredibili avventure.

Il secondo Direttore di Gita sarebbe stato Riccardo PORRETTA (conosciuto da tutti come RIC) oramai un veterano e grandissimo accompagnatore impegnato da anni con il  CAI di Roma e con la FEDERTREK dedicando tutta la Sua vita a questo elemento chiamato MONTAGNA.

Quindi quale occasione migliore se non salire in montagna con questi 2 “ mostri “ di conoscenza ed esperienza.

In più devo aggiungere che il tutto era organizzato anche insieme al CAI di Alatri, salito per me alla ribalta negli ultimi tempi perché Francesca SABELLICO ne era diventata anche membro del Consiglio Direttivo, motivo per cui mi ero confrontato con Lei, ma non avevo ancora avuto la possibilità di parlarci dal vivo e quindi ero sicuro di incontrarla.

Purtroppo non è stato così perché un importante impegno di famiglia Le ha impedito di partecipare ma in compenso ho avuto il piacere di conoscere e parlare moltissimo con il Past President Walter SABELLICO (ora Vice Presidente) e la simpaticissima Consigliera e Accompagnatrice Gabriella RUFO.

Non è mancata la conoscenza con il Super Comandante della ascesa Calogero AULICINO (Accompagnatore e Consigliere) che andava dentro la nebbia come se fosse casa sua ma anche l’attuale Presidente del CAI di ALATRI grande sportivo Silvio CAMPOLI e l’espertissimo Marco CAPERNA.

Finalmente sono salito in montagna anche con il Caro Fabrizio CASCONE erano mesi che ci stavamo rincorrendo per cercare di passare insieme una bella giornata sui monti, (visto che finora eravamo riusciti a stare solo su Facebook) ma non avevo dubbi che ci sarebbe stata la conferma di tutti i miei pensieri belli nei suoi confronti.

Un saluto alla fortissima e molto decisa DONNA PAOLA che forse mi leggerà in questo articolo e mi auguro riderà di questa Sua descrizione.

Un ringraziamento particolare al possente Duilio CIPPITELLI…è passato 1 anno dal nostro primo e ultimo incontro ma la Sua accoglienza nei miei confronti è sempre speciale.

Gli Ernici sono un gruppo montuoso dell'Appennino Centrale al confine tra Lazio e Abruzzo che si allungano dalle sorgenti del fiume Aniene fino a Sora, tra la Valle Roveto dove scorre il fiume Liri e la valle del Sacco in Ciociaria.

Da una completa descrizione di Carlo Finocchietti Il gruppo si articola in varie dorsali.

La prima è quella dei Monti Càntari che culmina nei 2156 m del Monte Viglio: inizia alle sorgenti dell’Aniene e comprende la Viperella, la Serra di Sant’Antonio, Monte Piano, la cresta del Viglio, il Pratiglio e la Serra Rossa.

Gli si affianca l’anello di Cime che fa corona a Campocatino: il Pozzotello, il Vermicano, l’Agnello e la Punta della Valle.

Una seconda dorsale si stacca da Monte Pratiglio e allinea verso sud la Femmina Morta, il Crepacuore, il Peschio della Ciavole, il Pozzotello, Monte Fanfilli, La Monna e la Rotonaria.

Una terza dorsale parte dalla riserva che protegge la cascata di Zompo lo Schioppo, si alza sopra i duemila metri con le cime di Monte Ginepro, Monte del Passeggio, la piramide del Pizzo Deta e prosegue con la Serra Comune e la Serra Alta fino alla Rocca di Sora.

Questo territorio è stato abitato fin dall'antichità e gli antichi Ernici erano una popolazione italica dal forte carattere montanaro.

Il nome deriva dall’antica voce “herna”, ovvero rupe, roccia.

V’è anche una tradizione pastorale antica con fenomeni di transumanza tra i pascoli montani e le pianure laziali.

È storica terra di confine tra i possedimenti dei Papi in terra ciociara e la Terra Marsorum che attraverso il dominio Normanno entrerà a far parte integrante del Regno di Sicilia, prima, e di Napoli, dopo.

Non mi soffermo sulla descrizione dell’itinerario che sommariamente avete letto all’inizio mentre ritengo più utile dire che la raggiunta Cima del Monte Ortara (1908 m) è la più orientale delle importanti elevazioni di quello che potremmo definire come il “gruppo settentrionale” dei Monti Ernici, ossia quell’insieme di cime che si sviluppano intorno alla conca di Campocatino ed ai lati del brullo altopiano di Campovano, naturale prosecuzione della spina dorsale appenninica laziale subito oltre i Monti Simbruini e Càntari in direzione Sud-Est.

Intorno al piccolo stagno raggiunto dello Iubero, si aprono morbidi e verdi prati di alta quota al centro dei quali spicca la bianca sagoma di un antico cippo di confine, oggi adagiato a terra e posto nella metà dell’800 quando di quì passava la linea di confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie.

Ma per saperne di più su questo Vi invito a visitare il sito Internet del Presidente del Club 2000m Giuseppe ALBRIZIO (Le mie passeggiate) scoprirete il lavoro (unico in Italia)  fatto da Giuseppe ALBRIZIO per la identificazione di tutti i Cippi.

Oggi su quella stessa linea corre il margine amministrativo tra le regioni Lazio ed Abruzzo.

Dalle foto si evince che questa uscita non mi ha permesso di godere delle ampie e verdeggianti vedute che queste montagne potevano offrirmi ma da un punto di vista umano, per tutte le conoscenze fatte, è valsa molto più di altre.

Letto 2781 volte Ultima modifica il Venerdì, 26 Maggio 2017 10:35

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