Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 07 Maggio 2017 00:00

Progetto Alta Quota: Il Canale Sud-Est per la Cima del Monte Petroso per un grande anello nel PNALM

7 Maggio 2017 - PROGETTO ALTA QUOTA: IL CANALE SUD-EST PER LA CIMA DEL MONTE PETROSO PER UN GRANDE ANELLO NEL PNALM con Massimo Sala - Percorsi Km 19.2 per Dislivello Salita 1303m - Sorgente del Sambuco di Barrea 1141m, Sorgente delle donne del torrente della Valle Resione 1153m, Bosco Valle dell'Inferno 1350m, Madonna del Buon Passo 1550m, Costone Morenico 1625m, Fonte degli Uccelli 1620m, Lago Vivo 1590m, Passo di Valle Cupella 1725m, Bosco tra Innominata e Petroso 1850m, Traverso Vallone Petroso Direzione Nord-Ovest 1980m, Canale Sud-Est Petroso 2030m, Sella Cresta Sud Petroso 2175m, Cima Monte Petroso 2249m, Cresta Sud Petroso 2175m, Anticima Sud Petroso 2193m (non 2170m IGM errata), Sella Cresta Sud Altare 2135m, Cima Monte Altare 2174m, Traverso Alta Valle Cupella 2000m, Selva Bella 1850m, Lago Vivo 1590m, Valle Resione 1350m, Sorgente del Sambuco 1141m.

La prima volta che ero salito sul PNALM da questo versante è stato 4 anni fa per ben 2 volte, quasi di seguito a distanza di 1 mese, nel 2013.

Stagione con tanta neve e quindi acqua come si evince dalle foto che ho inserito…guardate che differenza rispetto all’anno in corso.

Il 7 Aprile 2013 per salire sul Monte Altare, nonostante fosse Aprile, eravamo in pieno inverno con tantissima neve.

Il 9 Maggio 2013 per salire sull’Anticima Sud del Monte Petroso, per un canale, insieme al grande Angelo MONTI.

L’Escursionismo classico prevede la salita per il sentiero percorso alla scoperta del famoso LAGO VIVO situato nel territorio comunale di Barrea, in provincia dell'Aquila, a circa 1590 metri d'altitudine all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo dominato dalle Cime dello Jamiccio, del Tartaro, dell'Altare e del Petroso, che con i suoi 2249 m rappresenta la vetta più alta del Parco.

Il nome “ vivo ” deriva dal fatto che il Lago cambia continuamente le proprie dimensioni in base alle stagioni dove l’acqua derivante dallo scioglimento delle nevi defluisce attraverso i vari inghiottitoi oppure alimenta piccoli laghi ed invasi di origine carsica come questo, che si formano a ridosso delle doline, come vengono denominati gli avvallamenti più o meno ampi collegati con un inghiottitoio.

Dal centro abitato di Barrea ci si dirige verso Alfedena sulla SS.83 fino al Km. 67.

 All’altezza di un tornante, sulla destra, s’imbocca una carrareccia per circa 700 m fino ad una deviazione sulla sinistra per il segnavia K4 che attraversa la faggeta della Valle dell’Inferno in costante salita si attraversa la morena di un vecchio ghiacciaio.

 In circa 45 minuti si arriva al Valico del Buon Passo con un’effigie della Madonna delle Grazie messa a protezione dei viandanti.

A breve si raggiunge il punto più alto del percorso 1655 m per poi ridiscendere nella meravigliosa conca in cui è incastonato lo splendido Lago Vivo a 1590m.

Per l’escursionismo classico e per le disposizioni vigenti l’itinerario qui finisce ma in realtà, oltre, comincia un mondo meraviglioso da scoprire per i più allenati ed esperti in quanto non è un caso che la sommità di tutte queste montagne è chiamata “ PETROSO ”.

Tutta la cresta che va dalla Cima del Monte Petroso verso Sud in direzione Monte Altare è caratterizzata da rocce molto aguzze, passaggi esposti, pinnacoli improvvisi.

Infatti era proprio tutta questa cresta che mi mancava nell’esplorazione del territorio che sto compiendo da anni.

Sul Monte Altare c’ero salito sia dal versante di Barrea che da quello di Picinisco.

Sul Monte Petroso c’ero salito sia dal versante della Val Canneto che dalla Val di Rose.

Avevo praticamente toccato anche la famosa Cima Innominata o Anticima Sud del Monte Petroso che sulle carte è situata a quota 2170 metri ma che in realtà è errata perché si trova a quota 2193m.

Quindi quando Massimo, durante il viaggio, propose di realizzare questo anello-traversata non potevo non essere molto contento perché lo avevo in mente da qualche anno.

Oltrepassato il Lago e il Passo della Valle Cupella, dopo il bosco, abbiamo attraversato una meravigliosa alta vallata rocciosa in direzione Nord-Ovest incastonata fra il Petroso e la sua Anticima Sud con ancora un po di neve nei numerosi canali Sud-Est.

Dal mio punto di vista questa grandiosa Vallata è stato il momento più importante della giornata facendomi riflettere sul fatto che ci sono montagne da salire proprio su Valli e Canali nascosti in luoghi apparentemente poco accessibili da situazioni morfologiche e umane di una bellezza unica.

In mezzo ad una grandissima pietraia sotto pareti a picco si è scelto uno di questi canali, montando i ramponi e con la piccozza, con pendenze intorno al 40/45 %, siamo saliti fino a circa 80 metri dalla sella per poi arrampicare con passaggi di 2° grado fino alla sella.

Sbucati a quota 2175m, dopo pochissimo, siamo sulla Cima del Petroso.

Da qui comincia la parte più ostica perché lunga anche in termini di tempo nell’affrontare un percorso che non è semplice.

Dalla Cima del Monte Petroso andando in direzione Sud, in condizioni meteo ottimali e per persone esperte a muoversi su roccia, ci vogliono circa 45 minuti fino alla sua Anticima Sud e lo stesso tempo fino al Monte Altare.

Quindi 1 ora e mezzo ma che possono diventare anche il doppio (in caso di condizioni difficili oppure per persone con non hanno dimestichezza con l’arrampicata) con passaggi che vanno dal 1° grado al 2° grado soprattutto in tratti in discesa perché la cresta non è uniforme ma è spesso un saliscendi.

 Attenzione perché ci sono un paio di tratti particolarmente esposti con cenge difficili e strette ma possono anche essere di più perché spesso bisogna intuire e cercare, aggirando grandi massi rocciosi, di scegliere il percorso meno pericoloso.

Purtroppo la nebbia non mi ha permesso di godere degli ampi paesaggi che guardano la Val Canneto.

Nei pressi del Monte Altare finiscono i punti ostici e tutto il percorso ritorna ad essere più escursionistico.

Siamo stati fortunati perché la pioggia prevista nel corso della giornata ci ha preso solo dentro al bosco nella parte finale del percorso per circa 1 ora di tempo con momenti in cui ha grandinato come si vede da una foto che ho inserito.

Non oso immaginare cosa fosse successo se ci avesse colto su quelle rocce.

Un caro saluto a 2 nuovi compagni di salita con cui mi sono confrontato con piacere: Andrea e Giuliano.

Insomma una ascesa nata casualmente, ma che poi in corso d’opera è diventata impegnativa anche tecnicamente, come in fondo doveva essere inizialmente da calendario, ma con Massimo non avevo dubbi che sarebbe successo tanto lui, sia su neve che su roccia, è come se volasse... praticamente non cammina “ va in punta di piedi “.

Letto 2045 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Maggio 2017 09:31

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