Il bianchissimo anello per la cima della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino nell'Appennino Umbro-Marchigiano con il CAI di JESI

28 MARZO 2026 – IL BIANCHISSIMO ANELLO PER LA CIMA DELLA RISERVA NATURALE REGIONALE DEL MONTE SAN VICINO NELL’APPENNINO UMBRO-MARCHIGIANO CON IL CAI DI JESI – Percorsi Km 14.5 per D+ 700m – C.D. CAI Isernia – C.D. Club 2000m – AEV FederTrek/REBELTREK – DdE CAI Isernia – Istruttore Trekking CSEN/CONI - Doveunsognoéancoralibero…alla scoperta delle Anime d’Appennino - www.EsplorandoX.it www.Club2000m.it www.Cai.Isernia.it –
La sera prima avevo presentato I 2000 dell’APPENNINO della Edizioni IL LUPO presso la sede del CAI di JESI per questo motivo non potevo non approfittare di salire il giorno dopo su una delle cime più note di questa zona.
Ero già salito sul Monte Cucco e il Monte Catria.
Il Monte della Strega e proprio il San Vicino erano delle mete già inserite nella mia agenda personale.
Avendo a disposizione 3 guide speciali come ANDREA PAPA, DOMENICO LATINI ed ETIENNE HUBERT già DdE della locale sezione si approfitta dell’eccezionale recentissimo grande innevamento di questa cima per salire come mai mi sarebbe potuto più accadere.
Così infatti è stato visto che siamo partiti già a quota 800 metri con tantissima neve e l’utilizzo immediato delle ciaspole.
Che più avanti sono stato addirittura costretto a togliere visto che in alcuni punti a causa della neve primaverile era peggio averle.
Prima di tutto voglio ringraziare per l’accoglienza e l’ospitalità di ANDREA PAPA che mi ha fatto vivere questa zona toccando antecedentemente i luoghi paesaggisticamente più belli come il Lago di Cingoli noto anche come Lago di CastreccioniVedere la vetta da raggiungere che quasi si specchiava sul più grande bacino artificiale delle Marche e del centro Italia, creato negli anni '80 sul fiume Musone è stato l’incipit di una grande giornata.
Ma ancora più emozionante scoprire la magia del borgo fantasma di ELCITO.
Chiamato anche il Tibet delle Marche per via della sua posizione isolata che lo rende quasi magico.
Si tratta di un piccolo borgo arroccato su uno sperone roccioso a 821 m di altezza alle pendici del monte La Pereta, non lontano dal San Vicino.
È ciò che resta di un antico castello eretto a difesa dell'abbazia benedettina di Valfucina.
Il particolare nome deriva da elce, altrimenti noto come leccio (Quercus ilex).
Anche se si tratta di una pianta tipica della macchia mediterranea si tramanda che in ere passate fosse presente.
Grazie alla potenza fisica del metro e 90 di ETIENNE quasi sempre avanti a battere la traccia siamo arrivati senza non poca fatica fino alla vetta.
La simpatia di DOMENICO, già mio assistente informatico la sera precedente durante l’evento legato al libro, ha allietato una salita che sembrava infinita con la neve che in alcuni punti è arrivata fino al bacino.
Ma la grande Croce splendente dalla galaverna ghiacciata riflettente sul sole è stato il premio che ci aspettavamo per una occasione quanto mai rara soprattutto a fine Marzo.
ll San Vicino è situato in provincia di Macerata, non lontano dalla linea di confine con la provincia di Ancona.
Un tempo era chiamato anche Monte Suavicino forse legato alla divinità romana di Giano Bifronte vigilante (vicilinus), a cui la montagna potrebbe essere stata dedicata perché vegliasse sul confine tra i Piceni ed i popoli Umbri.
Questa montagna vista da sud ha una forma a gobba di cammello, da nord assume una forma tricuspidale, e da est o ovest assomiglia a un vulcano spento.
Il vento tira forte sulla cresta che per un attimo ci fa vedere anche i Sibillini da una parte, il Lago di Cingoli e forse anche la mia nuova appassionata amica Umbra sopra al Monte Nerone.
Per scendere si opta per un anello che mi ha permesso di ammirare anche la zona attigua fino al meritato TERZO TEMPO presso l’unico locale aperto nel paese IL RISTORO.
Riparto per il lungo viaggio di ritorno a Roma mentre gli ultimi raggi di sole illuminano questo paese dove sembra che si è fermato il tempo.
In attesa della uscita Intersezionale di Sabato 17 Ottobre dove ci ritroveremo insieme con il mio CAI di ISERNIA, quello di JESI con i 3 Moschettieri di oggi e il CAI di CASERTA della Grandissima Appenninista Elena Gallo e Fabio Improta rifletto su come la montagna permette di unire le persone da vere Anime d’Appennino come ANDREA PAPA e suoi amici del cuore. GRAZIE !!!
ITINERARIO: Elcito di San Severino Marche 800m, Monte Vincola 911m, Prati di San Vicino 1187m, Cima del Monte San Vicino 1484m, S.P. 50 di Pian dell’Elmo, Sassi Grigi, Monte La Forcella 1149m, Monumento Confaito, Elcito.