Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

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Domenica, 05 Febbraio 2017 00:00

Il ritorno in MTB per la Cima più alta dei Castelli Romani: Il Maschio delle Faete

5 Febbraio 2017 - IL RITORNO IN MTB PER LA CIMA PIÙ ALTA DEI CASTELLI ROMANI: IL MASCHIO DELLE FAETE (Alt.956m) con il Capitano Massimo Mastrella e Filippo Patelli - Un Grande Anello di Km 34 per Dislivello Complessivo Salita di 751m - Grottaferrata 405m, Molara, Domatore, Pratoni del Vivaro, Valle Perdua, Pian di Gerri, Cima Maschio delle Faete 956m, Rifugio di Annibale, Rocca di Papa, Grottaferrata. 

Erano esattamente 3 mesi che non prendevo più la MTB che negli ultimi 2 anni mi avevo coinvolto molto. Il tempo a disposizione durante la settimana, che negli ultlimi 2 anni avevo avuto, purtroppo mi era mancato negli ultimi mesi.

Era ora che si riprendesse e visto che in montagna il tempo non era dei migliori sia per il vento in quota che per la pioggia, quale occasione migliore per rivedere il Maestro MTB Massimo MASTRELLA padrone assoluto dei Castelli Romani ma in assoluto un vero maestro di bicicletta in tutti i suoi aspetti.
E con l'occasione finalmente insieme al Caro Filippo PATELLI anche in MTB dopo tanti tentativi falliti.

Grazie alla sapiente guida del " Capitano " Massimo Mastrella è venuto fuori un anello splendido, nonostante il tempo non sia stato assolutamente ideale per ammirare i panorami che dalle alture si sarebbero potuti vedere, ma l'importante era allenarsi e rivedersi oltre che a vivere l'aria ovattata dalla nebbia dei Castelli Romani insieme ai sui notevoli Single Track.

Il Maschio delle Faete, con i suoi 956 m s.l.m. è la cima piu’ alta dei Colli Albani gruppo isolato di alture che si eleva dalla campagna romana e le cui propaggini iniziano ad una quindicina di chilometri da Roma in direzione sud est, situata nel territorio di Rocca di Papa, facilmente riconoscibile anche da Roma che purtroppo però vede la cima ridotta ad un orrendo sito di reticolati, muri, tralicci e quindi sommerso da inquinamento elettro-magnetico.

Nella zona delle Faete vi era la città di Cabum nata probabilmente in relazione al culto del Tempio di Giove posto sulla sommità del Mons Albanus , l’attuale Monte Cavo. Distrutta dai Romani, non è rimasto nulla a testimonianza, in quanto le abitazioni erano edificate con argilla legno e paglia.

Queste alture sono costituite dai depositi di un antichissimo vulcano quaternario, la cui ultima eruzione risale a circa 27000 anni fa e di cui rimane ancora oggi la base.
L'atrio del vulcano posto tra la cinta esterna e il cono centrale del vulcano si chiama Valle della Molara.

Dal cono centrale emergono appunto la Cima delle Faete (956 m.), il Monte Cavo (949 m.) e il Colle Jano (938 m.).
Nella cinta esterna verso Sud-Est si elevano il Monte Peschio (939 m.) e il Maschio Lariano (891 m.) verso Sud-Ovest si aprono invece due crateri laterali trasformatisi in seguito nei Laghi di Albano e Nemi.

Dal 1984 per tutelare e proteggere le aree di maggiore rilevanza ambientale è stato istituito il Parco Regionale dei Castelli Romani, la cui gestione è stata affidata ad un consorzio comprendente i comuni interessati dal territorio (Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Montecompatri, Monteporzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri).

La superficie del Parco (circa 9500 ettari) ospita nelle zone più elevate ed esposte a nord, fitti boschi di castagni, noccioli, aceri e faggi, mentre sui versanti rivolti verso la pianura costiera prevalgono i lecci.

Nel giro realizzato abbiamo vissuto anche i famosi Pratoni del Vivaro posti ad una quota di circa 580 m s.l.m. delimitati a sud dal Monte Artemisio (939 m), a nord dal Maschio delle Faete (956 m) e dal Monte Cavo (949 m) ma siamo passati anche per i Campi di Annibale che per alcuni prendono Il nome dal fatto che il generale Annibale, quando procedette con la sua avanzata Cartaginese verso Roma, si fermò in questa zona, accampandosi con i suoi elefanti mentre per altri si identificano con Annibale Annibaldi Signori della Molara.

Insomma una piena mattinata che ci ha visto di ritorno mentre tutti da tempo erano con le gambe sotto al tavolino di casa per pranzare mentre noi l'abbiamo passata fra la Storia di questi luoghi antichi e la fatica nel raggiungerli appagati dalla splendida compagnia di Massimo Mastrella che fa del sorriso il suo compagno di vita.

 

Letto 671 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Febbraio 2017 20:03
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