Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 06 Dicembre 2009 00:00

L'anello invernale di Santa Maria del Monte di Paganica

Ai margini di Campo Imperatore esistono dei luoghi di grande bellezza contornati da laghetti di acqua che servono per far bere le bestie dei numerosi allevatori.

Da Santo Stefano di Sessanio una strada asfaltata,  poco frequentata che sale verso Campo Imperatore.

Poco prima dell'innesto con la strada principale che collega Assergi a Castel del Monte, si parcheggia lungo il bordo del pascolo presso il rifugio Racollo a 1573 metri.

 Dopo le foto di rito presso il lago Racollo, imbocchiamo il tratturo che si dirige verso il rifugio, ma prima di arrivarci ci teniamo a sinistra lungo un sentiero che punta ad un innesto.

In pochi minuti si arriva sull’orlo di una grande piana chiamata Prato del Bove.

 Nella grande conca circolare si nota uno stazzo e, in lontananza, i ruderi della chiesa Santa Maria del Monte di Paganica.

 Una traccia attraversa il pianoro arrivando alla selletta che conserva i ruderi della duecentesca chiesa-monastero di Santa Maria del Monte (m 1616).

  Rimane ben poco del grande complesso edificato dai monaci cistercensi, ma la visita alle mura diroccate ci riporta indietro nel tempo.

 La pista prosegue scendendo nella conca sottostante in direzione del lago di Passaneta (m 1560) e del vicino stazzo con appresso un grande ovile.

Al fondo della piana il sentiero entra in una stretta valletta racchiusa da affioramenti rocciosi.

 Si prosegue lungo il corridoio naturale fino ad uscire nella successiva piana dove troviamo il terzo e ultimo specchio d'acqua: il lago di Barisciano (m 1604) ed il suo stazzo.

 Mentre un gran numero di bovini scende dalle alture circostanti per abbeverarsi alla pozza, noi ci avviamo verso il margine opposto della conca.

 Superata la strettoia, arriviamo in vista della strada asfaltata, ma senza raggiungerla direttamente ci teniamo a destra salendo liberamente il pendio erboso (qualche vecchio segnale del CAI).

Arriviamo insieme alla strada asfaltata, ma senza attraversarla iniziamo a chiudere l'anello e puntiamo alla costa erbosa che si allontana verso est.

Il tratturo asseconda piacevolmente la lunga sequenza di ondulazioni che culminano nei 1915 metri della Cima di Faiete.

Senza percorso obbligato si cala ora alla selletta quotata 1825 e poi a destra lungo la traccia che punta ai ruderi di Santa Maria del Monte.

Letto 219 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Ottobre 2016 17:46