Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 15 Marzo 2009 00:00

Verso il Monte Orsello

 Il Sirente-Velino è una catena montuosa dell'Appennino centrale, ed in particolare dell'Appennino abruzzese, di cui occupa la dorsale centrale fra quella dei Monti della Laga ed il Gran Sasso a nord-est e la serie dei Monti Carseolani, Monti Simbruini, Monti Cantari e Monti Ernici ad ovest. L'area si trova principalmente nell'Abruzzo occidentale (provincia dell'Aquila), con una piccola parte ad ovest nel Lazio (Cicolano).

È delimitato a nord-est dalla Valle Subequana, la valle dell'Aterno e la conca aquilana, a nord-ovest da quella del Salto e a sud-ovest dalla piana del Fucino, a sud-est dalla Valle Peligna. A nord-ovest si trovano i gruppi montuosi minori del Monte Cava-Monte San Rocco e del Monte Nuria (Monti del Cicolano), che ne costituiscono il collegamento geomorfologico con il massiccio del Terminillo e i monti dell'alto Lazio (Monti Reatini), a sud-est si trova invece il massiccio della Majella. La catena è la terza per altezza dell'Appennino continentale dopo Gran Sasso e Majella e raggiunge l'altezza massima con il Monte Velino (2.487 m).

Nel territorio sono presenti due aree naturali protette: la Riserva regionale Montagne della Duchessa ed il Parco regionale naturale del Sirente - Velino.

La catena, di lunghezza circa 40 km, larghezza massima di 20 e perimetro di oltre 100 km, ha un'orografia piuttosto articolata composta da diversi gruppi montuosi, separati da profonde valli ed altopiani. I due gruppi principali sono quelli del Velino a ovest, e quello del Sirente ad est, separati centralmente dall'altopiano delle Rocche. Il gruppo del Velino a sua volta è composto da una serie di sottogruppi: il principale, ove sono le cime più elevate, è quello composto dal Monte Velino vero e proprio e dal vicino Monte Cafornia, a nord-ovest di questi si trova il sottogruppo dei Monti della Duchessa, separato dal Monte Velino dalla Valle di Teve, mentre ad est si trova il sottogruppo dei Monti della Magnola, a nord si trova infine il sottogruppo dei Monti di Campo Felice. Il gruppo del Sirente ha una conformazione più semplice essendo composto da due soli sottogruppi: il Monte Sirente ed il Monte Tino (o Serra di Celano), separati fra loro dalle Gole di Celano.

Sottogruppi

Monti di Campo Felice

Si trovano nell'area settentrionale del gruppo e circondano l'omonima Piana di Campo Felice con la relativa stazione sciistica. Nella parte a sud si trova il Monte Puzzillo (2174 m) e proseguendo verso nord-ovest il Monte Cornacchia (2010 m) ed il Monte Fratta (1878 m) fino ad arrivare al Valico della Chiesola di Lucoli (1656 m) che separa la piana di Campo Felice da Tornimparte. A nord del Valico della Chiesola si trova il Monte Orsello (2043 m). A est dell'Orsello, il Monte Cefalone (2142 m) che delimita a nord l'altopiano di campo Felice, compreso all'interno del gruppo del Monte Ocre - Monte Cagno che forma il limite settentrionale della catena del Sirente Velino. A sud-est del Cefalone si trova il Monte Rotondo, sulle cui pendici nord-occidentali sorge la stazione sciistica di Campo Felice, e le creste di Serralunga, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell'Azzocchio, Cimata di Pezza e Cimata del Puzzillo fino a ricongiungersi a Capo di Pezza.

 

Lunghezza: 12Km

Dislivello Complessivo: 470m

Durata: 4h

 Grado di Difficoltà: E-

Punto di Partenza: Albergo Vecchia Miniera (1560m) - Campo Felice

Punto di Arrivo: Albergo Vecchia Miniera (1560m) - Campo Felice

Tipo di Percorso: Andata e ritorno

 Come arrivarci: Dalla A24 si prende l'uscita per Tornimparte e si seguono le indicazioni per Campo Felice (SS 696). Raggiunta la piana si arriva fino all'incrocio con la strada che viene da Lucoli dove si trova l'albergo della Vecchia Miniera. Al parcheggio dell'albergo si lascia l'auto.

 Si parte dalla piana di Campo Felice dove c'è un vecchio albergo con un impianto di discesa artificiale per gli sci.

Sulla sinistra c'è una strada strerrata che porta a una miniera di bauxite ora chiusa.

si percorre la strada sterrata che passa vicino a uno stazzo e che, dopo circa un chilometro e un tornante, vede due inizi di sentieri sulla destra.

A questo punto non seguite la strada fino alla miniera per non dover risalire il ripido pendio che la sovrasta per riconquistare la cresta dove c'è il sentiero segnato da omini di pietra e rari bolli gialli e rossi.

I due sentieri aggirano una piccola collina e si riuniscono appena sopra dove inizia la cresta che viene percorsa in tutta la sua lunghezza fino alla cima dove si trova un cumulo di sassi e i resti di una piccola edicola religiosa.

Letto 226 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Ottobre 2016 18:02