Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 10 Giugno 2007 00:00

I Piani del Voltigno

La Piana del Voltigno è un incantevole altopiano di origine carsica sito nella parte orientale del Gran Sasso, in Abruzzo,  ad una altitudine di circa 1400 metri, e si estende tra le province de L’Aquila e di Pescara. La vallata fa quasi integralmente parte del territorio di Carpineto della Nora ed è anche parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Inoltre la Piana del Voltigno costituisce, dal 1989, insieme alla Valle D’Angri, la riserva regionale “Voltigno e Valle D’Angri”.

Tutto l’altopiano è ricco di vedute paesaggistiche molto suggestive. La flora e la fauna sono quelle tipiche degli Appennini abruzzesi. Vi sono presenti boschi di faggi, abeti, betulle, pioppi, tassi (taxus baccata), aceri. Sono presenti anche molte specie di fiori come la genziana, la primula, l’anemone, l’orchidea,  il giglio martagone, la peonia, l’atropa o belladonna. La zona è molto ricca anche dal punto di vista della fauna. Vi dimorano orsi, lupi, lepri, cervi, volpi, camosci.

Le escursioni nella Piana del Voltigno sono molto affascinanti sia nei periodi invernali che in quelli estivi. Nei mesi più freddi è possibile praticarvi lo sci di fondo, grazie alla presenza di piste battute, o cimentarsi  in ciaspolate, passeggiate su racchette da neve (o ciaspole). In estate è possibile fare splendide escursioni o girarsi la vallata in mountain bike. Con l’avvento delle stagioni calde lo scioglimento della neve provoca la formazione di numerosi laghetti che, con l’aumentare delle alte temperature, pian piano svaniscono. L’unico lago che riesce a rimanere presente anche d’estate prende il nome di lago Sfondo, che letteralmente significa senza fondo,  perchè la tradizione del luogo vuole che esso non abbia fondo.

Numerose sono le “porte” da cui poter accedere alla piana del Voltigno. Una delle più battute, situata nel versante pescarese, è quella di Carpineto della Nora. Da questo paese è infatti possibile raggiungere a piedi l’altopiano con una lunghissima passeggiata di diverse ore. Più comodo è l’accesso all’altopiano dalla abbazia di S. Bartolomeo di Carpineto, seguendo sempre le indicazioni per il Voltigno. Un altro punto di accesso alla Piana del Voltigno dal versante pescarese è quello di Villa Celiera. Da lì è possibile raggiungere anche una grande area da pic nic, distante quasi 8 chilometri dal pese, da dove è possibile ammirare una magnifica veduta sul Vallone d'Angri. Un altro punto di ingresso è quello del Vado di Focina, con una altitudine di circa 1383 metri. Da menzionare è anche il rifugio Ricotta, sulla strada che da Castel Del Monte porta a Campo Imperatore, situato nelle vicinanze del Valico Capo di Serre.

 

 

Dal rifugio Ricotta al Voltigno

Partenza Castel del Monte

Tempo di percorrenza: 3.45 ore

Difficoltà: E - Escursionistico

Dislivello: 400 m

Segnavia: parzialmente segnato (bianco-rosso)

Da Castel del Monte si segue la strada per Campo Imperatore. Scavalcato il valico di Capo di Serre la strada traversa una pineta di rimboschimento e raggiunge una svolta verso sinistra. Qui, sulla destra, si stacca la sterrata che porta al vicinissimo rifugio Ricotta (1517 metri, 5,5 km dal paese), invisibile dalla strada. Un cartello che indica la vendita di formaggio e ricotta segnala il bivio giusto. Lo stesso punto si può raggiungere da Fonte Cerreto e Santo Stefano di Sessanio attraverso Campo Imperatore, o da Farindola per il Vado di Sole.

A piedi si segue la carrareccia che inizia accanto al rifugio e scende a un fontanile sull'altopiano del Pacino, dominato dal roccioso Pizzo di Meta. A un bivio si devia a sinistra su una carrareccia che sale a un crinale inciso da doline, dal quale riappaiono il Monte Prena e il Monte Camicia. A un bivio (1515 metri) si lascia la sterrata, e si piega a destra su un sentiero segnato che scende nella faggeta della Valle della Cornacchia.

Usciti sui pascoli del Voltigno, si raggiunge il grosso stazzo di Fonte Cornacchia (1390 metri, 1.15 ore). Proseguendo sulle tracce del bestiame si raggiungono il Lago Sfondo (1364 metri), ben riconoscibile per la presenza di abbeveratoi in cemento, e gli altri laghetti. Senza raggiungere la ben visibile Casa Macerone si piega a destra, si raggiunge un tratturo e lo si segue verso destra (sud), aggirando a sinistra il modesto cocuzzolo del Colle della Biffa e salendo alla Fonte Aciprano (1452 metri, 1 ora).

Si continua per una sterrata tra i faggi del Bosco Carboniere. Dopo un centinaio di metri la si lascia e si segue una mulattiera, indicata da qualche segnavia giallo-rosso, che sale con ripida a una sella (1638 metri) a sud di Monte Capo di Serre. Incrociata la sterrata trascurata in precedenza si scende per una mulattiera che costeggia le rocce di Capo le Serre e raggiunge un valloncello e una carrareccia pianeggiante (1654 metri, 0.45 ore).

Alla prima curva la si lascia a sinistra e si sale a destra fino a sbucare nel caratteristico solco della Vallestrina, sorvegliata dalle rocce del Monte Meta. Dove la valle si allarga nel pianoro del Pacino ci si tiene a destra a un bivio, si ritrova la carrareccia dell'andata e la si segue fino al rifugio Ricotta (0.45 ore). Il ritorno sul percorso dell'andata permette di risparmiare un'ora.

Letto 404 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Ottobre 2016 16:00