Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Lunedì, 01 Novembre 2004 00:00

Il Fascino delle 100 Cascate

 La Valle delle Cento Cascate è un angolo particolarmente spettacolare e suggestivo del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga.

 E' situata ai piedi del Monte Gorzano (2.458 m., la vetta più alta del massiccio della Laga), sopra al borgo di Cesacastina (1.140 m. slm.), piccola frazione del comune di Crognaleto.

La Valle prende il nome dalle decine di cascate e cascatelle che il torrente Fosso dell'Acero, ricchissimo di acque, soprattutto nel periodo tardo-primaverile, alimenta nella sua vorticosa discesa tra boschi di faggi secolari, ricchi pascoli e giganteschi lastroni di arenaria, sotto l'austero sguardo delle vette del Corno Grande (2.912 m., la cima più alta degli Appennini) e del Pizzo di Intermesoli (2.635 m.), che sembrano sorvegliare dall'alto il regolare procedere degli eventi.

A fine primavera-inizio estate il percorso, che porta ai 1.759 m. dell'Anfiteatro delle Cento Fonti (ed anche più in alto per gli escursionisti più esperti), è punteggiato da stupendi fiori selvatici d'altura, tra cui diverse specie di orchidee.

 


 

 

Da Cesacastina alla Valle delle Cento Cascate

Partenza Cesacastina (1141 m)

Tempo di percorrenza: 2.15 ore

Difficoltà: E - Escursionistico

Dislivello: 620 m

Dalla chiesa di Cesacastina (1141 metri) si segue a piedi la strada che attraversa il paese (la seconda parte prende il nome di Colle) e prosegue sterrata e pianeggiante toccando un singolare fontanile in arenaria e affacciandosi sulla parte bassa del Fosso.

A un bivio 1157 metri, (0.15 ore) si lascia a sinistra la strada e ci si tiene sul viottolo di destra (segnavia n. 300 e del Sentiero Italia), che inizia a salire sulla sinistra orografica. Si sale con numerose svolte, si tocca la sorgente Perdiero, si entra nella faggeta e si raggiunge la strada sterrata che proviene dall'altopiano delle Piane. La si segue a sinistra fino alla captazione dell'ENEL. Una stradina chiusa da una catena porta a un piccolo rifugio chiuso a chiave (1365 metri, 0.45 ore).

Alle spalle della costruzione, un sentierino pianeggiante porta ai primi salti e scivoli del torrente. Tornati al rifugio si segue il sentiero che si alza nella faggeta della destra orografica, e offre in più punti un suggestivo colpo d'occhio sulla forra dove scorre il torrente. Varie diramazioni portano verso destra al Fosso dell'Acero.

Incrociata una vecchia ma ben visibile mulattiera conviene seguirla verso destra fino a un guado (1437 metri). Ricordiamo che il torrente non va assolutamente traversato quando la portata del Fosso è al massimo. Se è possibile traversare il corso d'acqua, conviene senz'altro costeggiarlo in salita per pochi minuti sulla sinistra orografica fino alla base del più spettacolare scivolo del vallone.

Tornati al sentiero segnato lo si segue allontanandosi e poi riavvicinandosi al torrente. Usciti dalla faggeta (1580 metri, circa, 0.45 ore) si continua in un vallone erboso, allontanandosi nuovamente dall'acqua. Più in alto, una strada sterrata che arriva da destra consente di traversare su un ponte il torrente. Poco oltre è la copiosa Sorgente Mercurio (1759 metri, 0.30 ore), al centro di un solenne anfiteatro di pascoli dominato dal Monte Gorzano e dalle Cime della Laghetta. In discesa occorrono 1.30 ore fino al paese.

Letto 222 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Maggio 2016 16:29