Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 28 Marzo 2004 00:00

Monte Rua

Il tenimento di San Marco fa parte della circoscrizione di Preturo, del quale era frazione prima della soppressione di questo comune, nel 1927. Si estende ai due lati della vallata forcellana, ed è delimitato a sud e nord dai crinali spartiacque di tale impluvio, ad ovest dal tenimento della Forcella, ad est dalla linea pedemontana che tocca gli abitati di Colle, San Marco stessa e Pozza.

Alla sinistra orografica della valle, si alza la mole di cìma rùa (1235 m), che alla selletta delle cónghe (985 m) si salda alla cresta del Castello di Cesura. Verso est, la montagna di Rua degrada con l’allungato còlle rubbìnu fin quasi sopra l’anfiteatro di Amiternum. Sulla destra della valle, lo spartiacque rispetto a Cese di Preturo passa per il valico della portélla (1003 m), oltre il quale prende quota la tormentata cresta della torrétta (1102 m), che termina in corrispondenza dell’abitato di Preturo.

Oltre alla presenza della rócca, la montagna di San Marco è caratterizzata dai ruderi di sandandóniu (768 m), lungo la strada provinciale, nonché dalle sorgenti della fónde egliu lùpe, della fónde degli’ùrsu, dell’acquatìna, della fónde dell’àglie e della fónde ella nùce, tutte sul lato destro della valle, esposto a nord.

I sentieri CAI che riguardano la zona sono il n° 7C, dalla provinciale alla cima di Monte Cavola, ed il n° 17, da Pozza alla cima della montagna di Rua.

La toponomastica


La montagna di Rua
1. La montagna che domina l’abitato di San Marco (1235 m) è detta localmente cìma rùa. Lo stesso nome rùa rànne è stato rinvenuto a Cavallari, dall’altro versante, dove è connesso ad una mulattiera che ne risale le pendici. Il nome rua, infatti, deriva dal latino ruga che, dal significato originario di ‘solco’, è passato a ‘via, sentiero’. Da tale vocabolo latino proviene anche il francese rue, spesso erroneamente ritenuto all’origine dei numerosi toponimi del tipo rua presenti nell’Appennino Centrale. Il nome ufficiale sulla cartografia IGM è M. Rua, ma nell’Atlante di Rizzi-Zannoni (1808) si trovava una versione più conforme alla dizione locale, Rua.

2. La cimata della montagna di rùa è costituita da una serie di dossi poco pronunciati (q. 1235, q. 1235, q. 1207). Fra questi, si estendono le insellature note come piazzòtte. Il nome rientra nel tipo toponimico piazza che indica ‘spiazzo, luogo piano e sgombro’.

3. Alle pendici della montagna, non lontano dal paese, sono i resti della rócca di San Marco (860 m), importante fortificazione che controllava l’accesso alla valle forcellana. Nella cartografia IGM è riportata tale località, col nome la Rocca. I ruderi sono raggiungibili dall’abitato, seguendo il breve itinerario proposto dal CAI nella sua guida.

4. Appena ad ovest della Rocca, le pendici di Rua sono solcate dal breve fùssu sandàngelu, dal percorso di circa 1 km, che si getta nel torrente che percorre la valle della Forcella. Questo toponimo, riportato sull’IGM come V.ne S. Angelo, richiama evidentemente il culto di San Michele Arcangelo, collegato alla presenza di grotte, che risale all’epoca longobarda.

5. Un’altra presenza rilevante si trova poco più ad ovest, a quota 768 m lungo la provinciale, e sono i ruderi della cappella di Sant’Antonio. Il nudo costone che sovrasta la costruzione è ancora detto la mondàgna de sandandóniu, mentre il boschetto che si trova a breve distanza, oltre un breve fosso, è noto come la màcchja de sandandóniu. In quest’ultimo toponimo, macchia è un riflesso del latino macula ‘macchia’, evolutosi ad indicare ‘boscaglia’.

6. Ai confini del tenimento di San Marco, ad ovest della màcchja de sandandóniu, si trova la località della èteca, costituita da una breve valletta che confluisce al torrente della Forcella. Il fosso era risalito da un sentiero che conduceva ad alcuni coltivi, posti a valle del Casale Verticchio (930 m). All’interno del fosso, probabilmente in corrispondenza della foce, vi è la sorgente di fónde èteca, non riportata su IGM, che invece include il F.so Vetica. Quanto al toponimo, il tipo vetica è un riflesso del latino vetrix, -icis ‘vetrice’, una pianta delle zone umide, e si trova spesso ad indicare località di questo tipo.

7. Le pendici della montagna di rùa prendono tre nomi distinti. Ad ovest, il crinale a monte della rócca è detto j’urmìttu. Al centro, sopra l’abitato di San Marco, si trova la macchjòla, mentre il crinale ad est della cima è ju schìtu. Sono tutti fitotoponimi: il primo un collettivo in -eto di ulmus ‘olmo’, falsamente interpetato come diminutivo in -etto. Il secondo riflette il latino macula, con un suffisso diminutivo -olo. Il terzo è dal latino aesculetum ‘bosco di querce d’alto fusto, eschieto’, malamente tradotto come le Schede sulla cartografia IGM.

8. Nella rada boscaglia della macchjòla, spiccano delle rocce ben visibili da San Marco, alle quali è stato dato il nome di pischjóli. Il tipo peschio, del quale pischjóli è un diminutivo, è di origine prelatina, forse italica, e riaffiora nel lessico romanzo col significato di ‘macigno, grosso masso’, assai vitale nella toponomastica dell’Appennino Centrale.

Letto 238 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Ottobre 2016 17:32