Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Sabato, 25 Luglio 1998 00:00

La 2 giorni per gli Eremi della Majella

Giro degli Eremi Rupestri della Majella:

  • S. Bartolomeo
  • S.Spirito
  • S.Giovanni

Eremo di San Bartolomeo in Legio

Pescara Roccamorice

Stato: Italia 

Regione: Abruzzo

Località Roccamorice

Religione             Chiesa cattolica

Diocesi Arcidiocesi di Chieti-Vasto

Stile architettonico         Romanico

Inizio costruzione            XI-XIII secolo

Coordinate: 42°10′55.46″N 14°02′17.81″E (Mappa)

L'eremo di San Bartolomeo in Legio si trova su di uno sperone roccioso di circa 50 metri a 700 m s.l.m. nella Majella, nel comune di Roccamorice, a poca distanza dall'eremo di Santo Spirito a Majella.

Storia

L'eremo è anteriore all'XI secolo, ma fu restaurato da Pietro dal Morrone, futuro papa Celestino V, intorno al 1250.

Qui si stabilì intorno al 1274 per almeno due anni al ritorno del suo viaggio a Lione fatto per ottenere dal papa Gregorio X il riconoscimento della sua Congregazione dei celestini.

Architettura

L'eremo è costituito da una cappella e da due vani scavati nella roccia destinati agli eremiti.

 L'accesso può avvenire tramite quattro differenti scale, scavate sempre nella roccia.

 Quella a nord è composta da 30 gradini, mentre quella a sud è più lunga ed irregolare.

 Ci sono poi due scale al centro della balconata, una delle quali detta Scala Santa.

 Lungo la balconata si trova una vasca per la raccolta dell'acqua piovana.

La facciata della chiesa presenta tracce di affreschi severamente danneggiati dalle intemperie e dalle iscrizioni che ne hanno graffiato la superficie. Il portale della chiesa è costituito da un semplice architrave in pietra.

Interno

L'interno della chiesa è rettangolare, con una lunghezza di 7.70 m ed una larghezza minima di 3 m ed una massima di 4 m.

L'illuminazione è assicurata da una porta-finestra, mentre una seconda finestra è stata trasformata in una nicchia semicircolare.

La nicchia dell'altare ospita una statua lignea di san Bartolomeo raffigurato con un coltello, dato che subì il martirio dello scorticamento.

La statua viene portata in processione dai fedeli il 25 agosto dopo essere scesi al torrente Capo la Vena per bagnarsi secondo un rituale molto antico, per poi portare l'effigie del santo nella chiesa del paese, dove rimane fino al 9 settembre.

Eremo di Santo Spirito a Majella

Stato     Italia Italia

Regione               Abruzzo Abruzzo

Località Roccamorice

Religione             Chiesa cattolica

Diocesi Arcidiocesi di Chieti-Vasto

Stile architettonico         Romanico, rinascimentale

Inizio costruzione            XI-XVII secolo

Coordinate: 42°10′12.74″N 14°05′24.57″E (Mappa)

L'eremo di Santo Spirito è stato un monastero della Congregazione dei Celestini che si trova sulla Majella, nel comune di Roccamorice, ed è un monumento nazionale italiano.

Storia

La data dell'origine dell'eremo non è nota, anche se si crede sia anteriore all'XI secolo.

 La prima fonte storica risale al 1053 e riporta la presenza del futuro papa Vittore III, che vi costruì una chiesa.

Nel 1246 vi dimorò Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, che ristrutturò l'eremo e vi costruì l'oratorio ed una prima cella, seguite da un secondo oratorio ed altre celle al crescere della comunità.

Su richiesta di Pietro da Morrone, con una lettera del 1º giugno 1263 il papa Urbano IV chiese al vescovo di Chieti di incorporare i monaci dell'eremo nell'Ordine di San Benedetto e nel 1278 all'eremo venne concessa l'autonomia ed il titolo di monastero, rimanendo a capo dell'Ordine fino al 1293, quando la funzione di monastero principale dell'ordine passò all'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone.

 Tra il 1310 ed il 1317 fu priore del monastero Roberto da Salle, mentre nel 1347 vi fu ospitato Cola di Rienzo.

Seguì un periodo di declino fino al 1586, quando l'eremo ottenne il titolo di Badia.

 Venne costruita la Scala Santa per l'accesso all'oratorio di Santa Maria Maddalena e l'11 aprile 1591 furono traslate a Santo Spirito le ossa di Stefano del Lupo dal monastero di Vallebona di Manoppello.

 Alla fine del XVII secolo il Principe Caracciolo di San Buono fece costruire l'edificio di tre piani della foresteria.

Con la soppressione degli ordini monastici del 1807, il monastero fu definitivamente abbandonato ed i beni al suo interno portati a Roccamorice.

 Eremo di San Giovanni all'Orfento

Caramanico Terme - Eremo di San Giovanni all'Orfento 01

Stato     Italia

Regione               Abruzzo

Località Caramanico Terme

Religione             Chiesa cattolica

Diocesi Arcidiocesi di Pescara-Penne

Inizio costruzione            XI-XIII secolo

Coordinate: 42°09′14.09″N 14°04′50.52″E (Mappa)

 

L'eremo di San Giovanni all'Orfento si trova nella Majella a 1227 m s.l.m. lungo la valle dell'Orfento, nel comune di Caramanico Terme.

L'eremo si eleva nella Riserva naturale Valle dell'Orfento e fu frequentato da Pietro da Morrone (divenuto poi Papa Celestino V) tra il 1284 e il 1293.

Il sito è certamente tra i più inaccessibili fra gli eremi abitati dai discepoli del santo.

 Vi si può accedere, solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione dal Comando della Stazione Forestale di Caramanico, attraversando Piana Grande ad est della frazione di Decontra.

 Si scende, quindi, lungo una faggeta verso la valle dell'Orfento su stretti sentieri.

Architettura

Probabilmente il romitorio è stato scavato sfruttando cavità preesistenti, al di sotto delle quali, poi, sono stati realizzati in pietra gli ambienti di un monastero; gli scavi archeologici del 1995, infatti, hanno rilevato reperti databili all'età del bronzo.

L'accesso all'eremo avviene tramite una scala di venti gradini, lunga circa otto metri, seguita da un camminamento scavato nella roccia; data la larghezza estremamente ridotta del passaggio, che si restringe ulteriormente in prossimità delle celle, costringendo il visitatore ad avanzare carponi, si ritiene che l'ingresso avvenisse tramite una passerella in legno addossata alla parete in roccia.

La prima stanza che si incontra è un ambiente rettangolare di 2x3,8 metri a volta piatta; nella parete sinistra della stanza sono ricavate due nicchie, con una terza nella parete di fondo. Segue una stanza chiusa da una volta a botte, che ospita un semplice altare, ed altri vani con delle nicchie ricavate nelle pareti, presumibilmente utilizzate come ripostigli.

L'eremo è dotato anche di un impianto idrico scavato nella roccia che raccoglie l'acqua piovana, convogliandola in vasche di raccolta.

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