Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Giovedì, 30 Luglio 1992 00:00

La prima volta in alta montagna: la salita alla Seefelder Spitze 2.221 metri

La salita alla Seefelder Spitze, a quota 2.221 metri, che prende il nome da Seefeld, perché ne è in un certo senso il monte simbolo e perché dalla sua vetta si gode un panorama mozzafiato sulla conca dove si trova la località.

 Punto di partenza è la funicolare della Rosshütte, la cui stazione a valle si trova a est di Seefeld, subito dopo la circonvallazione. Con l’impianto si sale alla Rosshütte, dove ci si trasferisce sulla funivia successiva che sale al Seefelderjoch, a quota 2.060 metri.

L’escursione a piedi incomincia qui, procedendo verso sud per un pendio erboso inizialmente ampio, che poi si restringe, fino a diventare un’aerea cresta.

Non c’è pericolo di sbagliare direzione, perché il sentiero è ben tracciato e soprattutto perché si ha sempre davanti a sé, bene in vista, la cima della Seefelder Spitze, con la grande croce di vetta che si raggiunte in meno di un’ora, perché il dislivello non arriva a 200 metri.

Dalla vetta si ha un panorama straordinario della conca di Seefeld, a ovest, e dei Karwendel Gebirge, a est, che dal fondovalle non sono invece visibili.

La scintilla per una passione per l’alta montagna probabilmente nasce proprio in occasione di questa salita su una montagna che mi sono trovato a salire per motivi contingenti dovuti ad una mia partecipazione ad un evento che non era legato a questa. Mi spiego meglio.

Già durante il Servizio Militare che feci a Rieti nel 1990 alla pendici del Monte Terminillo sentivo che dentro di me il focolaio di questa passione stava nascendo.

Dalla finestra della mia camerata avevo la bellezza del massiccio del Terminillo che ogni alba mi dava la forza di vedere un giorno nuovo vivendo in quel periodo della mia vita una situazione nuova e diversa e peraltro non semplice rappresentata dalla Leva.

Nel 1992 mi trovavo a vivere una settimana di vacanza in Austria seguendo la mia squadra del cuore rappresentata dalla Lazio che in quel periodo teneva il ritiro di 15 giorni in un posto bellissimo quale Seefeld.

Circondato da montagne dolomitiche vivevo quei giorni molto sportivamente fra allenamenti di calcio, bagni al lago, tennis e quant’altro legato sempre allo sport.

Ovviamente il mio senso di esplorazione del territorio era presente anche se ero giovane e quindi vedere quelle montagne la sopra era per me motivo di voglia di volerle vivere più da vicino.

Per questo motivo decisi di salirle anche se in quell’epoca non avevo ne esperienza ne abbigliamento adatto ma essendo un periodo turistico non mi preoccupavo di andare da solo sapendo che sicuramente avrei incontrato delle persone a cui chiedere.

Presi quindi la funivia con il mio Compagno di avventure dell’epoca il Caro Fabio ARGENTINI arrivando in quota. Il mio amico non avevo il fisico alla altezza per poter affrontare una salita simile, almeno per lui, quindi mi avventurai seguendo la sentieristica molto curata che rendeva impossibile perdersi.

Guardando dall’alto le immense vallate e gli anfiteatri grandiosi di quelle montagne nasceva in me il desiderio sempre più forte di intraprendere il cammino della montagna a 360 gradi soprattutto in Italia partendo dalle mie montagne di infanzia ubicate in provincia dell’Aquila.

Ricordo la felicità ed il senso di appagamento interiore e fisico nel raggiungimento della Croce.

Una sensazione che ancora porto oggi addosso ogni volta che raggiungo la Cima.

Letto 208 volte Ultima modifica il Martedì, 25 Aprile 2017 15:51