Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

... dove un sogno è ancora libero

Domenica, 09 Settembre 2018 00:00

Con l'emozione di Mauro Danteo in ricordo di Filippo Frezza di Rocca Pia per la traversata del Monte Rotella della Majella

9 Settembre 2018 – CON L’EMOZIONE DI Mauro Danteo PER LA TRAVERSATA DEL MONTE ROTELLA DELLA MAJELLA IN MEMORIA DI FILIPPO FREZZA DI ROCCA PIA 

Da Pescocostanzo a Rocca Pia anche insieme al nuovo simpaticissimo amico e grandissimo fotografo Federico Gagliardi: percorsi Km 13 con dislivello salita di 738m e discesa di 1143m ringraziando tutti gli amici e i parenti per la Targa commemorativa apposta a distanza di 1 anno dal tragico evento – Pescocostanzo Base Seggiovia 1450m, Sterrata Impianti da Sci 1550m, Seggiovia a Monte 1750m, Cresta direzione Nord-Ovest 1880m, Cima della Fossa 1990m, Cima del Monte Rotella 2129m, Vallone del Rotella 1850m, Stazzo del Rifugio abbandonato 1688m, Traverso Sorgente della Fonte 1550m, Sopra Villaneto 1350m, Colle Torre Mozza 1160m, Rocca Pia 1046m.

Fra le storie di montagna che il mio cuore vuole oggi raccontare c’è quella dedicata a Filippo Frezza di Rocca Pia.

Non conoscevo Filippo o meglio ho imparato a conoscerlo tramite una ragazza che saliva sui monti con Lui leggendo il Suo profondo e continuo dolore nei giorni successivi al tragico destino che lo ha portato via da questo mondo terreno.

Iwonka Koman usciva spesso insieme con Filippo uniti anche dal profondo amore per il nostro Appennino ed il loro entusiasmo li aveva portati vicino al Club 2000m.

Speravo tanto di conoscerli nella Serata Sociale che stavo organizzando alla fine del 2017 poi nella notte fra il 9 ed 10 Settembre del 2017 tutto finisce.

Leggo le condoglianze di Pietro Santucci, famosa guida del PNALM, e poi anche la tristezza della mia cara amica Silvia Berti: cerco di capire meglio, approfondisco e vedo quello che mai avrei voluto leggere.

Un cinghiale nel cuore della notte attraversa l’Altopiano delle 5 Miglia proprio nel momento in cui passa l’automobile guidata da Filippo Frezza.

Sono notizie che Ti prendono dentro ancora di più perché colpiscono una persona che ha la stessa tua grande passione.

Un destino nel quale potremmo incorrere tutti noi che torniamo sia d'estate che d'inverno al buio sulle strade tornando dalle nostre escursioni.

A causa di tutto questo Iwonka decide di scomparire totalmente dai miei rapporti epistolari ma contemporaneamente il mio rapporto con un altro grande appassionato si consolida e mai avrei potuto pensare che anche lui era molto legato a Filippo avendo passato con lo stesso salite indimenticabili.

Mauro Danteo di Pescara con cui negli ultimi mesi si cercava di conoscersi dal vivo, dopo tanto essersi vissuti indirettamente tramite i Social, il quale mi invita a vivere una giornata proprio sulla montagna di Filippo Frezza.

Il Monte Rotella nel Parco Nazionale della Majella che con i suoi 2129m è la più alta sopra il Paese di Rocca Pia, in provincia de L’Aquila.

Ci sono degli incontri che sembrano decisi dall'alto e non è un caso che il nostro sia avvenuto proprio in questa commemorazione.

Mauro Danteo è una persona che fa della serietà uno dei capisaldi della propria esistenza e lo ringrazio di nuovo per avermi permesso di viverlo, chiuso nella sua emozione, in un giorno non facile della Sua esistenza ma anche di tutti coloro che sono saliti con noi.

Mauro è un montanaro dentro che coltiva dal 2000 questa passione nata, guarda caso, proprio sul Monte Rotella.

Immagino che turbinio di pensieri abbiano travolto l’animo di Mauro salendo sulla stessa montagna in occasione del ricordo, dopo esattamente 1 anno, della scomparsa di un compagno di avventure di montagna.

Mauro è una persona molto umile nonostante sia stato anche accompagnatore per alcuni anni del Gruppo dei Folletti del Morrone.

Iscritto anche al CAI da tanti anni ora vive la montagna solo con pochissimi e fidati amici.

Proprio perché un po’ “ orso “ (sua definizione sincera) mi sento onorato che abbia voluto, più di una volta, esporsi per esprimere la propria opinione in mia difesa ed in difesa del Suo Club 2000m che lo ha coinvolto a tal punto da fargli raggiungere la bellezza di 154 CIME.

Mauro nonostante sia molto riservato approfondisce con attenzione tutto quello che ruota intorno al mondo che lo appassiona e lo ha dimostrato dichiarando alcuni precisi pensieri nei miei confronti.

In una occasione mi descrive specificando che non mi conosce di persona ma “ sicuramente in quello che pubblica Francesco non ci sono doppi o tripli fini…Lui è così…e vuole condividere con noi ogni sua avventura…ogni sua nuova conoscenza…”

Mauro Danteo, con le parole appena lette, sembrava mi conoscesse da una vita.

La profondità dell’Animo di Mauro Danteo la si carpisce quando scrive commentando un mio articolo dicendo che “ il pianto di gioia di un uomo di montagna, nel raggiungimento di un sogno, è la CHIAVE DELLA VITA: quando si cerca di dare spazio a nuove esperienze, individuando i propri limiti teorici per cercare di superarli, facendo progetti, mettendoli in atto anche dopo tanto tempo, e quando tutto ciò verrà a mancare staremo solo respirando e non più vivendo veramente la nostra vita ".

Sotto quel suo accenno di sorriso Mauro nasconde un animo buono che regala a pochi intimi.

E sono veramente felice quando alla fine di questo incontro dedicato, sia alla nostra conoscenza che a Filippo, così chiude: “ Sono sempre più contagiato dall’entusiasmo, dalla passione, e dell’energia che esplode dalla Tua persona…Ti sei rivelato la persona che mi aspettavo…e soprattutto Ti ringrazio per la delicatezza ed il rispetto mostrato con persone, a Te sconosciute fino a quel momento, in questa giornata per me particolare ed importante “.

Vivere una giornata di montagna come quella di oggi Ti ripaga di tutto, nonostante la sveglia sia suonata alle 3.50 dopo 13 giorni di lavoro continuativo e con un ritorno da Pescocostanzo a Roma che, senza incidenti ma per il solo traffico, è durato la bellezza di 3 ore e 35 minuti.

Vedere tutte queste persone, anche non esclusivamente legate alla montagna, persentarsi di mattina presto alle 7.30 alla base della Seggiovia di Pescocostanzo per ricordare Filippo e la Sua grande passione è stato sinceramente toccante.

Con la funivia chiusa, salire tutti insieme fino alla sella, e poi lungo tutta la cresta, e poi sulla Cima di quella che è la montagna che guarda il paese di Rocca Pia per un percorso non breve, visto che abbiamo percorso quasi 8 Km senza contare poi il ritorno.

Il mio sguardo più volte è andato alla Mamma Anna e alla Sorella Antonella insieme alle Nipotine di Filippo ma sono sicuro che erano presenti anche altri familiari strettissimi che non ho saputo identificare.

La loro compostezza, il loro immenso dolore nascosto dal sorriso, ha dato la forza a tutti gli amici e ai parenti che si sono adoperati nella realizzazione e apposizione di una targa che, autorizzata dal Parco Nazionale, così recita: “ A TE FILIPPO…IL TUO SORRISO REGNERA’ NEL SILENZIO DI QUESTA VETTA, FONDANDOSI NELL’ANIMA DELL’UNIVERSO “.

Il mio animo però si è sentito realizzato, come se facessi parte della famiglia e degli amici di Filippo, nel momento in cui ho scattato quella foto che li vede tutti quanti insieme intorno a quella targa che rappresenterà e ricorderà per sempre Filippo.

Quella targa che sarà la meta di tutti coloro che lo vorranno andare a trovare e a noi viandanti quando cerchiamo di raggiungere quella felicità che solo la montagna ci può donare, come la donava a Filippo ogniqualvolta la raggiungeva, imprimendo sul Suo volto quella espressione che lo caratterizzava in modo imprenscindibile per tutti coloro che lo hanno vissuto.

Oggi ho visto e conosciuto tanti Amici di Filippo come il simpaticissimo, grandissimo fotografo, forte ed espertissimo Federico Gagliardi, 46 anni di montagna e non sentirli, che proprio nel giorno del dramma disse: “ Non ho parole ragazzo…mi sento vuoto dentro…ho solo tanti perché ai quali non so dare risposta, sono passato molto presto stamattina pensando che dormivi e che poi al ripasso ci saremmo visti per programmare qualcosina per i prossimi giorni…sai, sono salito sul posto dove mi hai accompagnato appena una settimana fa, per fotografare i cervi, e nonostante fosse ancora buio, non ho potuto fare a meno di notare i nuvoloni carichi di acqua e pensare che forse qualche altra uscita a funghi e qualche altra lezione l’avresti rimediata…Ma, ignaro del tragico destino, non potevo immaginare che mi osservavi dall’alto, mentre avvolto da un bellissimo raggio di luce, ti avviavi a raggiungere quel posto dove solo le anime buone hanno diritto ad accedere. Per tutti noi eri e rimani un grande amico, un fratello, e per alcuni anche un figlio…perché ci hai dato con la tua sensibilità, la tua gioia di vivere, e la tua voglia di essere al di sopra delle cose superflue più di quanto noi messi insieme abbiamo saputo darti. Buon cammino celeste Filippo…io continuerò a parlarti sui monti e nei boschi “.

Ma anche Rino Ferrara e Ezio Cianci e poi MaryFrancescaRossana chiedendo scusa a tutti coloro che non citerò.

Ho stretto la mano a Massimiliano Cippo D’Angelo avendo conferma, guardandolo negli occhi, di tutta la sensibilità che come un vero poeta, ha saputo sempre descrivere del Suo grande Amico: “ Per noi amici di Filippo questo è stato un momento importante, la sua montagna, sopra casa, ROCCA PIA, quella che ogni giorno scandagliavi alla ricerca di quello che per te erano tesori. Una delle ultime volte che ci siamo visti mi hai detto CIPPO ti devo portare sul ROTELLA, è bellissima, da lì si vede quello che vuoi, un montagnone. Parlava di questo monte come se fosse la sua sposa, come se era una parte di se, volava fino al cielo da quel posto. Oggi ti abbiamo portato dove tu sarai per sempre, sarai lì con Lei, nel vostro amore eterno che nessuno potrà portarti via e noi vi verremo a trovare come si fa con gli amici di famiglia, non aspetteremo ricorrenze ma quando avremo il bisogno di abbracciarvi. Ciao Filippo quando soffia il vento mandaci un sorriso, quelli che solo tu sapevi fare. Eri nato per abbracciare il vento e farti trascinare su dove c’erano i tuoi monti, solcavi sentieri come un lupo, anche le pietre riconoscevano i tuoi passi, la vita ti era leggera quando in cima arrivavi e il tuo sguardo era già verso altre mete, più salivi e ancor tanto i tuoi occhi rapivano l’immenso. Ad un anno dalla tua partenza per mondi nuovi ci manchi tanto amico nostro. Ad Maiora “.

Grazie Mauro Danteo per avermi fatto rivivere la Cima del Monte Rotella ascesa in veste invernale per la prima volta proprio da Rocca Pia il 23 Dicembre del 2012 durante il periodo in cui cercavo di raggiungere TUTTE le Cime fra i 2000m e i quasi 3000m del Gran Sasso D’Italia di tutto l’Appennino dal Tosco-Emiliano al Calabro-Lucano progetto che sono certo avrebbe chiuso anche Filippo Frezza, con tutto l’entusiasmo che lo contraddistingueva, se il destino non lo avesse impedito.

Grazie Mauro per avermi fatto conoscere tutte queste speciali persone che circondavano d’affetto Filippo.

Grazie Mauro per avermi accolto a braccia aperte raccontandomi delle tue esperienze di vita e di montagna parlandoci poi del Tuo Filippo così: “ Mi piace pensare che eri con noi. Ti ho immaginato giocare con le nuvole che salivano dalle valli vicine…oppure Ti ho pensato sui tanti ciuffi d’erba mossi dalla fresca e leggera brezza che ci ha accompagnato in tutta l’escursione…ma semplicemente eri lì…nelle vesti di un angelo che ci osservavi dall’alto, o ci volavi intorno da vicino…magri anche Tu con un po’ di nostalgia di noi “.

Porterò per sempre con me l’abbraccio e la commozione che Anna, la Mamma di Filippo, mi ha donato al momento dei saluti dopo avermi offerto i buonissimi dolci che aveva preparato solo per noi in questo piccolissimo e antico Paese di montagna che a quota 1180m una volta si chiamava Rocca di Valle Oscura.

I 171 abitanti di Rocca Pia, di cui Filippo Frezza era anche Consigliere Comunale, hanno un grande responsabilità: donare agli altri quello che Filippo aveva…il Cuore !!!

 

P.S. PER TUTTE LE FOTO VI PREGO DI ENTRARE NEL LINK QUI SOTTO

http://www.esplorandox.it/item/2013-news-n-26-con-l-emozione-di-mauro-danteo-in-memoria-di-filippo-frezza-per-il-monte-rotella-della-majella

 

 

Letto 381 volte Ultima modifica il Mercoledì, 12 Settembre 2018 20:37