Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

dal 1992 alla scoperta del proprio io...

Cerca nel Sito

Iscrizione Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Francesco Mancini per ricevere tutte le informazioni sulle attività e gli eventi da lui organizzate.
Martedì, 27 Dicembre 2016 00:00

Con la forza e la leggiadria di Antonella ANTONICA per un grande anello sulle creste dei Cantari

27 Dicembre 2016 - Percorsi Km 16 per dislivello complessivo salita di 1300m : Meta di Civitella Roveto 998m, La Ravara 1200m, Peschie Merundi 1450m, Vado della Moscosa 1750m, Monte Piano 1838m, Cima dei Monti Càntari 2103m, Cima del Monte Gendarme 2113m, Cresta Sud, Cima del Monte Viglio2156m, Bocchetta del Viglio1936m, Valico dell'Arsiccia1630m, Rifugio Cerasoli 1498m, Sentiero per Meta 1250m, Meta di Civitella Roveto 998m.

Il Monte Viglio (2156 m) è la cima più elevata dei Monti Càntari, posta nella sua porzione centro-settentrionale.
Ubicato fra Lazio ed Abruzzo, a cavallo fra la provincia di Frosinone e quella dell'Aquila, confina a nord con i Cantari, ad est con la Val Roveto, a sud con il Monte Pratiglio e ad ovest con la Val Granara (su cui si affaccia con il precipite versante occidentale).
Dalla cima è possibile osservare il panorama sul bacino del Fúcino e la catena del Velino-Sirente ad est, la Maiella e i Monti Marsicani a sud-est, sulla Ciociaria ad ovest, sui Monti Ernici a sud e sui Monti Simbruini a nord.

Ci sono ascese che Ti segnano profondamente nell'animo come il solco della grande ombra del Monte Viglio sulla Valle Roveto... Grazie Antonella ANTONICA.

Questo è sicuramente l’incipit di questa ascesa su questa montagna.

Questo pensiero potrebbe dare adito a tante interpretazioni ma solo chi conosce alcuni antefatti potrebbe capire il significato profondo di questa frase.

Era da Settembre che volevo risalire su questa montagna sulla quale mancavo dalla bellezza di 6 anni.

Grazie agli amici del CAI di Palestrina capeggiati dal grande montanaro Vincenzo GASBARRI ero salito l’8 di Dicembre del 2010 salendo dal classico sentiero del versante di Filettino.

All’epoca ero agli inizi del mio meraviglioso viaggio del Club 2000m e mi ero rivolto proprio al CAI di Palestrina per salire su queste montagne che non conoscevo assolutamente.

Fu una bellissima salita peraltro in ambiente innevato che mi insegnò molto anche nell’uso dei ramponi e della piccozza.

Ebbi il piacere di conoscere anche Amedeo PANCI e Vincenzo BORZI.

Superai anche il famigerato Gendarme del Viglio e in Cima alla croce azzurra ho iniziato un cammino su tutte le montagne del Centro Italia.

Ovviamente il mio spirito in tutti questi anni è cambiato approfondendo le conoscenze,motivo per cui è difficile che salgo sulle montagne ripercorrendo gli stessi sentieri.

Oramai sono salito da tutti i versanti cercando sempre nuovi sentieri come è nello spirito del Club 2000m.

Per questo motivo decido di salire dal versante opposto e quindi dalla Valle Roveto e precisamente dal paese di META di Civitella Roveto.

Peraltro cercando di realizzare anche un anello come infatti poi è stato.

Questa lunga premessa però non è quello che veramente voglio che rimanga in questo scritto ma anche e soprattutto un sentimento che sarà difficile esprimere a parole e che peraltro ho quasi cercato e voluto che vivessi.

Nella mia veste di  “Esploratore di terre e di anime “ questa volta ho l’onore di salire con una persona nuova che non conosco se non superficialmente ma che volevo conoscere da tempo.

C’era una ragazza (per me sono tutte ragazze) che seguivo da tempo perché era una cara amica di montagna di Sara Pietrangeli con cui oramai da tempo mi confronto.

Si chiama Antonella ANTONICA e la vedevo sempre sulle Cime, anche importanti e difficili, insieme a Sara.

La curiosità di volerla conoscere aumentava sempre di più passando i mesi ma non è semplice salire in montagna con gruppi già consolidati e chiusi (non è una critica) perché oramai collaudati.

Poi purtroppo accade qualcosa di tragico in montagna che coinvolge indirettamente ed in maniera profonda la persona di Antonella.

Cerco di contattarla per portarle la mai solidarietà e partecipazione al Suo dolore ma non riesco a parlarci.

Non voglio essere invadente e non insisto ma nel mio Cuore la Sua persona e la Sua sofferenza rimane dentro di me.

Poi a sorpresa in occasione della Serata Sociale del Club 2000m la conosco, ci parlo e finalmente riesco a farle capire il senso della mia partecipazione a quello che ha vissuto.

Ci lasciamo quella sera con la volontà di rivederci e questo mi fa molto piacere.

Poi all’improvviso come se effettivamente dovesse accadere quello che è accaduto organizzo questa salita e casualmente Lei in contemporanea mi invita per un'altra salita.

Ci sentiamo nei giorni di Natale e ci lasciamo con un appuntamento montanaro che potesse coincidere nel giorno e nella stessa salita per uscire insieme.

Sono emozionato perché si stava realizzando una uscita particolare nella Sua emotività e nella Sua spiritualità più vera.

Il giorno prima sono abbastanza raffreddato e ho paura che mi venga una bella febbre.

Ma non voglio assolutamente rinunciare a questo incontro.

La notte stessa, come se fossi un fidanzato al primo appuntamento, mi sveglio ogni ora, a mezzanotte e un quarto, all’una, alle due e venti, alle 3 e un quarto, alle 4 e un quarto decido di alzarmi.

Voi mi prenderete per pazzo ma io sono così, vivo i rapporti umani molto nel profondo.

Ero emozionato perché salivo con Antonella ma con tutto il bagaglio di sofferenza di una ragazza che nonostante tutto decide di ricominciare.

Onorato che decide di ricominciare passo passo anche con la mia persona.

Una salita importante, resa in alcuni punti anche antipatica per il ghiaccio misto a roccia ed erba, ma  soprattutto resa mistica dalle innumerevoli statue religiose e Croci che hanno impregnato queste montagne di una religiosità importante per tutti coloro che credono.

E’ difficile rendere a parole quello che ho provato e quindi mi fermo qui perché sono sensazioni personali intimissime.

Concludo quindi ringraziando Antonella per avermi concesso questa esperienza indimenticabile.

La catena dei Monti Càntari ha una lunghezza molto limitata, estendendosi per poco più di dieci km dal comprensorio di Campo Staffi a quello di Campocatino. Buona parte di questa estensione è occupata dal territorio del Monte Viglio.
Le vie normali di salita procedono da nord oppure da sud, cioè lungo i crinali. Nel primo caso, cioè nella scalata da nord (Valico della Serra - Fonte della Moscosa) si procede dopo la fonte fino alla Madonnina di Monte Piano (1838 m), oppure direttamente verso i Monti Cantari, una serie di cime senza nome (1992 m, 2050 m, 2088 m, 2103 m). Di qui, si ridiscende a una sella fra l'ultimo dei Cantari e il Gendarme del Viglio (2113 m), superato il quale non resta che scalare l'ultimo tratto fino alla vetta (2156 m).

D'inverno questo percorso presenta difficoltà alpinistiche. Nella sella fra i Cantari e il Gendarme, verso la Val Roveto, vi sono cornici di neve da cui bisogna tenersi a distanza di sicurezza e che possono risultare insidiose in caso di nebbia; sotto la vetta, da nord, si formano cornici anche molto affilate, che sporgono pericolosamente stavolta verso la Val Granara, affacciandosi su antichi circhi glaciali. Lo stesso passaggio del Gendarme richiede molta cautela, in quanto è notevolmente esposto; può risultare troppo rischioso in caso di neve fresca senza tenuta (d'altro canto aggirarlo potrebbe risultare, oltre che faticoso, ugualmente se non più pericoloso). Infine sulle pendici del Monte Piano vi sono grotte di origine carsica che, nella stagione invernale, potrebbero anche trasformarsi in una sorta di trappola.

Da sud (Campocatino - Monte Femmina Morta - Monte Pratiglio) il Viglio presenta un altro genere di difficoltà. Richiede, infatti, il superamento di un percorso molto lungo e coperto per buona parte dal bosco. Soprattutto al ritorno la direzione da seguire può risultare incerta perché il sentiero, ancora in anni recenti (2003), risultava segnato in maniera insufficiente (segni sbiaditi, radi). Comunque, il percorso da sud procede da Campo Catino al Monte Crepacuore (1997 m), quindi al Monte Femmina Morta (1720 m); superata questa montagna, il sentiero discende rapidamente e si inoltra nella faggeta; procede a lungo fino a piegare ad ovest e risalire al Monte Pratiglio (1884 m) e, infine, alla vetta del Viglio. Da Campocatino si può cogliere, in un bel colpo d'occhio, quasi tutta l'estensione del percorso.

È anche possibile compiere la traversata completa dei Monti Càntari, da Campocatino al Valico della Serra S. Antonio, ma in questo caso conviene prevedere una organizzazione logistica ad hoc che consenta di trovare un veicolo alla fine del percorso per poter tornare in auto dall'altra parte della catena. In ogni caso una traversata del genere richiede un buon allenamento e un'intera giornata di cammino.

Esistono anche altre vie - alpinistiche - che salgono direttamente e più facilmente d'estate dal paese di Filettino o dalla Valle Granara o anche dalla Valle Roveto, ma risultano piuttosto pericolose d'inverno, a causa del rischio di valanghe, i cui segni sono ben visibili e piuttosto impressionanti (ad esempio nella faggeta della Valle Fura, sul versante occidentale della montagna). Queste vie vanno affrontate con grande cognizione di causa e studiate con cura nei mesi invernali, mentre d'estate diventano delle passeggiate su sentieri ben segnalati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 27 Aprile 2017 14:38