Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

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Domenica, 25 Settembre 2016 00:00

Una montagna nella montagna: "Il Tempio" del Sirente (Alt.2099)

25 Settembre 2016 - UNA MONTAGNA NELLA MONTAGNA - Con grande soddisfazione Asceso IL TEMPIO del Sirente (Alt.2099m) con il Grandissimo Appenninista Marco Mampieri e la dolce attesa in Cresta della Grande Appenninista Alba Pacifici - Percorsi Km 13 per dislivello complessivo salita di 1600m: Chalet del Sirente 1188m, Valle Lupara 1600m, Sella del Sirente 2100m, Monte Sirente 2347m, Sella verso Sperone Tiburtini, Discesa verso Il Tempio 2150m, IL TEMPIO 2099m, risalita verso Sella Sperone Tiburtini, Monte Sirente 2347m, Valle Lupara 1650m, Chalet 1188m.

Era da tempo che pensavo di salire su IL TEMPIO del Sirente anche perché avendo finito tutte le Cime dell’Appennino escluse quelle dell’Appennino Tosco Emiliano mi rimangono solo alcune di quelle alpinistiche. IL TEMPIO era proprio una di queste.

Solo il nome spaventa, tuttavia dai racconti arrivati dai precedenti esploratori sembrava che non fosse una Cima impossibile da salire. Per questo motivo decido di provare lo stesso. Di provare perlomeno con un tentativo fino alla base poi si sarebbe deciso.

Quando si decide di salire una Cima del genere non si può andare da soli perché è troppo rischioso tuttavia bisogna andare con un gruppo ristretto massimo in 4. Da tempo avevo deciso di salire con un mio caro amico Marco Mampieri con cui mi legano momenti significativi delle mie montagne.

Era stato proprio Lui che mi aveva parlato della Sua volontà di salire su questa montagna in occasione del raduno che avevo organizzato per il Club 2000m in occasione del ripristino della Madonnina del Velino.

Salendo sul vallone mi aveva fatto accendere la lampadina di voler tentare questa salita. Aspettavamo solo il momento migliore e la giornata ideale.

In Agosto avevamo deciso poi piano piano era tutto slittato in avanti per una serie di motivi.

Si presentava in base al meteo una giornata ideale a basso rischio soprattutto per salite del genere.

I giorni precedenti ci sentiamo con Marco che mi conferma la sua disponibilità visto che Lui è anche il Presidente e Guida di un Gruppo di Montagna chiamato ZIS Zaini in Spalla che lo impegna tantissimo e per questo motivo gli lascia poco tempo a disposizione per salite personali.

Sono veramente contento di salire con Lui peraltro accompagnati da una altra grandissima montanara che è anche sua moglie la Grande Appenninista Alba PACIFICI.

Credo sia stata una occasione unica, solo noi, 3 per un viaggio in auto che scorre con grande piacere perché Marco e Alba sono 2 persone speciali per i loro modo di fare.

Dopo la colazione fatta a Rocca di mezzo ci avviciniamo con la macchina fino alla base dei grandi pilastri del Sirente, fino alla Val Lupara, base di partenza che porterà poi sulla Cima del Monte Sirente prima tappa della lunga ascesa.

Erano quasi 15 anni che non salivo sul Sirente da questo lato.

Ci sono salito da tutti e quattro i lati nel corso della mia vita di montagna.

La giornata è perfetta sia come meteo che come vento.

Arrivati sulla Croce del Sirente c’è già qualcuno ed alcuni ci chiedono dove siamo diretti ma preferisco non dirlo in quanto probabilmente non avevano idea di cosa fosse IL TEMPIO se non erano persone legate al Club 2000m.

Si continua per cresta fino a verso Punta Macerola e poi da sopra si scorge come se fosse una montagna nella montagna questa Cima.

Subito ci sorprendiamo di una immagine in lontananza rappresentata da 2 Alpinisti che si stanno arrampicando proprio dove siamo diretti e dentro di noi già sappiamo che dovevano essere solo del Club 2000m.

2 matti che erano scesi fino a li per poi risalire e poi riscendere e poi risalire. Solo noi del Club 2000m possiamo fare queste cose.

Cerchiamo a vista il punto migliore per scendere e Alba decide di non continuare perché non si fidava di quello che vedeva.

Noi lo sapevamo e decidiamo di non forzarla.

Rispetto ai nostri predecessori decidiamo di non scendere da dove ci avevano detto perché ripido ripido ma dalla cresta più avanti che scende quasi verticalmente.

All’inizio non ci sono problemi certo può scendere solo chi ha molta esperienza e se la sente per quei canali verdeggianti ripidissimi.

Poi purtroppo prima un canale e poi un altro ci rendono la vita difficile perché sono passaggi a scendere di secondo grado dove non è possibile attaccare corda perché roccia non stabile.

Non sono particolarmente esposti ma certo se cadi ti fai comunque molto male anche se hai il casco in testa.

La discesa prosegue con molta attenzione passati questi 2 canali e poi un incontro incredibile e inaspettato fino ad un certo punto.

Di fonte a noi spunta il GRANDISSIMO APPENNINISTA Giuseppe D’ANNUNZIO con il Suo compagno famosa Guida Alpina della zona che lo aveva accompagnato per rendere più sicura la sua ascesa.

Dopo gli abbracci e le foto di rito ci rassicurano sul fatto che la salita si può fare soprattutto grazie al fatto che la corda fissa sul posto è stata messa bene ed in sicurezza e ci salutiamo.

Arrivati alla sella dalla quale parte il percorso alpinistico a parte la prima parte un po ostica vediamo che la salita ha molti appigli e la corda regge bene tuttavia accade un episodio molto particolare e pericolo che non mi scorderò per molto tempo.

Involontariamente il mio compagno che era salito per primo fa cadere un grosso masso instabile che nella caduta prende una corsa talmente veloce che incanalandosi fra altre rocce provoca delle scintille che addirittura causeranno del fumo che rimarrà nelle nostre narici per molti minuti.

Anche questa volta è andata bene. Sono stato bravo e fortunato. Bravo perché ho mantenuto il sangue freddo scostandomi e riparandomi quanto basta per non essere colpito, fortunato perché qualcuno ha voluto che questo grosso masso prendesse una direzione diversa ma soprattutto perché è caduto nel momento in cui non ero proprio in quel punto altrimenti credo che oggi non starei a scrivere questi miei pensieri.

Non rimane che il pezzo più in alto della salita che in breve porta della terrazza finale che Ti ripaga di tutti gli sforzi fatti.

E’ stato un bel momento l’abbraccio con Marco per la raggiunta piccola impresa tuttavia alzando gli occhi in alto e vedendo cosa ci aspettava al ritorno ci caliamo subito nella realtà per cui decidiamo di scendere perché ci aspetta una altra grande risalita non facile sia per lo sforzo fisico che per la pericolosità dei canalini fatti prima a scendere.

Con tanta pazienza piano piano risaliamo anche se mi sembra che non finisce mai.

Eccoci qui di nuovo sulla cresta con Alba che felice ci abbraccia.

Poverina è stata in apprensione e soprattutto ci aspettato per più di un ora e mezzo.

Non rimane che riprendere il cammino di cresta fino al Sirente e poi riscendere per lo stesso percorso dell’andata per la Val Lupara per una lunga ascesa durata quasi 10 ore che rimarrà per sempre.

Ultima modifica il Giovedì, 27 Aprile 2017 14:44